6 Giugno 2019

Da Lego i mattoncini per i bimbi non vedenti

Come imparare l’alfabeto Braille giocando.

Da sempre, i colorati e divertenti mattoncini Lego fanno parte delle nostre vite. Chi non li ama, del resto? Sono uno di quei giochi che non hanno età, si tramandano di generazione in generazione e tutti ci hanno giocato almeno una volta.

Bene, dal 2020 ci sarà un motivo in più per amarli: infatti, grazie ai Lego Braille Bricks, ideati e realizzati dalla Lego Foundation, finalmente anche i bambini ciechi e ipovedenti potranno giocare a questo spassoso e costruttivo passatempo senza tempo (e scusate il gioco di parole).

Si tratta di una serie speciale di mattoncini progettati appositamente per aiutare i bimbi non vedenti ad apprendere l’alfabeto Braille, il sistema di lettura tattile studiato dal francese Louis Braille nella prima metà del XIX secolo. All´inizio la nuova linea di prodotti sarà lanciata sul mercato in Danimarca, Norvegia, UK e Brasile, in seguito in Francia e Germania e infine nel resto del mondo.

Un piacevole e graditissimo ‘regalo’, quindi, per i 19 milioni di bambini, di cui circa un milione e quattrocentomila con una forma di cecità irreversibile, che in tutto il mondo hanno disabilità visive.

Ma come saranno i Lego Braille Bricks? L’aspetto sarà quello dei classici mattoncini con i quali abbiamo sempre giocato, ma con un qualcosina in più: sulla superficie di ogni mattoncino ci saranno difatti pallini che nell’alfabeto Braille rappresentano una lettera, un numero o un simbolo matematico, oltre a una versione scritta dello stesso simbolo per persone vedenti, al fine di permettere a insegnanti, studenti e membri della famiglia di interagire a parità di condizioni. In questo modo il sistema punta ad essere inclusivo, contrastando il pericolo di isolamento dovuto alla disabilità.

I mattoncini – che saranno totalmente compatibili con il sistema giocabile Lego – potranno essere impilati e attaccati l’uno all’altro come un normale Lego, rendendo l’apprendimento delle parole un processo tattile e divertente.

Al progetto, nato nel 2011 (i primi prototipi sono stati realizzati nel 2016) e portato a termine grazie anche al contributo di diverse associazioni internazionali che si occupano di non vedenti, ha lavorato il Senior Art Director della Lego Morten Bonde che, a causa di un disturbo genetico, sta perdendo gradualmente la vista.

«Sono convinto che questo nuovo prodotto Lego – ha sottolineato Bonde – sarà di ispirazione per tutte le persone che vivono questo disagio. È evidente che questi ragazzi vogliono essere indipendenti e trattato come pari nella società. Sono commosso nel vedere quanto questo prodotto possa aiutare i bambini con questa disabilità e aumentare la loro curiosità».

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