8 Gennaio 2020

Come proteggere le sedi delle piste ciclabili

Consigli per scoraggiare le “invasioni barbariche” delle auto.

Troppo spesso capita di trovare piste ciclabili invase da auto parcheggiate, con il risultato di vanificare gli obiettivi delle amministrazioni comunali. E così, invece di pedalare lungo percorsi sicuri, i ciclisti sono costretti a spostarsi in mezzo alla carreggiata o a salire sul marciapiede soltanto perché qualche arrogante automobilista si è sentito in diritto di occupare un’area dedicata alle bici.

Questo accade soprattutto quando si realizzano delle corsie per le due ruote che per loro natura non hanno delle protezioni fisiche come cordoli dissuasori. Abbiamo quindi pensato a 5 modi con cui proteggere una ciclabile.

1. Vasi di fiori – Spesso è la soluzione più rapida ed elegante in quelle città dove l’amministrazione comunale vuole implementare in poco tempo una rete di infrastrutture ciclabili sicure e protette. Le fioriere vengono anche utilizzate per ampliare temporaneamente marciapiedi troppo stretti, creando più spazio per i pedoni. Oltre ad essere difficili da spostare, i vasi di fiori danno colore alla città rendendo più attraente una strada e favorendo quindi il passaggio di pedoni e ciclisti.

2. Balle di fieno – È un altro modo “bucolico” e ancora più semplice per comunicare alla città l’esistenza di uno spazio da riservare alle biciclette. Si tratta di un’operazione piuttosto stravagante, ma ad alto contenuto comunicativo, per sensibilizzare la cittadinanza.

3. Sturalavandini – Come per le balle di fieno, è un’idea bizzarra ma efficace, molto diffusa in tutto il mondo, per segnalare all’automobilista che quello spazio è riservato alle biciclette e pertanto non può essere invaso dalle auto. Grazie alla ventosa di cui sono dotati gli sturalavandini, è possibile ancorarli all’asfalto e ottenere dei dissuasori verticali.

4. Coni stradali – Altra soluzione immediata e a basso costo. I coni arancioni sono utili per dimostrare che recuperare spazio da destinare alle biciclette è possibile. Si possono utilizzare per sperimentazioni di breve periodo, in modo da mostrare apertamente come spesso le strade urbane siano sovradimensionate per il traffico automobilistico.

5. Ridisegno viabilità – A volte, invece, basta una nuova impostazione dell’assetto stradale. In certi casi, ad esempio, l’intervento potrebbe prevedere lo spostamento degli stalli di sosta dal lato ovest al lato est della carreggiata, con l’obiettivo di utilizzare proprio la sosta delle automobili come elemento di protezione del percorso ciclabile, mantenendo inalterati il numero di corsie di marcia e il numero degli stalli di sosta.

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Fonte: bikeitalia.it

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