28 Ottobre 2019

Strade più sicure con le piste ciclabili

È ciò che emerso da nuovi studi universitari statunitensi.

In 12 grandi città degli Stati Uniti con un elevato numero di ciclisti, i ricercatori dell’Università del Colorado, a Denver, e dell’Università del New Mexico hanno effettuato accurati studi nell’arco di tredici anni, in base ai quali è emerso che le piste ciclabili esercitano un effetto deterrente sul traffico, in quanto rallentano la velocità delle automobili e riducono gli incidenti mortali.

Ad esempio, tra il 1990 e il 2010, la quantità di biciclette a Portland è passata dall’1,2% al 6% e, nello stesso periodo, il tasso di mortalità sulle strade si è abbassato del 75%. Grazie all’aumento delle infrastrutture per le due ruote protette dall’asse stradale, gli incidenti mortali sono diminuiti del 60% a Seattle, del 49,3% a San Francisco, del 40,3% a Denver e del 38,2% a Chicago.

In effetti, inizialmente si pensava che l’aumento dei ciclisti nelle vie avrebbe aumentato le probabilità che gli automobilisti rallentassero e prestassero maggiore attenzione all’ambiente circostante. In realtà questo studio ha dimostrato che non è tanto il numero di ciclisti, quanto piuttosto i servizi costruiti per loro, come piste ciclabili separate e protette dall’asse stradale, a fare la differenza.

La ricerca ha infatti rivelato che la presenza di un’infrastruttura ciclistica è significativamente connessa a un minor numero di vittime e a maggior sicurezza stradale.

«Andare in bicicletta sembra essere già di per sé pericoloso», ha affermato uno dei due autori dello studio, Wesley Marshall, PhD, PE, assistant professor al College of Engineering, Design and Computing dell’Università di Denver. «Quindi viene da pensare che una città con molti ciclisti sia essa stessa più pericolosa, ma è invece vero il contrario. Costruire strutture protette per chi pedala si è rivelato uno dei fattori principali per la sicurezza stradale di tutti».

Il co-autore dello studio, Nicholas Ferenchak, PhD, assistant professor al Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università del New Mexico, si augura che questa ricerca semplifichi il modo in cui le città si sviluppano. «Quando pensavamo fosse il vecchio concetto di unione-fa-la-forza a fare la differenza – ha sostenuto – in realtà dovevamo capire come convincere più persone che usano la bicicletta a rendere le città più sicure. Non è una cosa semplice, ma questa ricerca ha ridimensionato i piani urbanistici: create strutture per i ciclisti e vedrete i risultati».

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