7 Gennaio 2020

Sai quanto mangiare? Ecco le porzioni corrette

Le giuste quantità di cibo calcolate dagli esperti di alimentazione.

Oggi come oggi, l’idea di mangiar bene è sempre più inseparabile dall’idea di mangiar sano e la dieta mediterranea, nella sua ricchezza, varietà e articolazione, è fra quelle che garantiscono i migliori risultati sul piano della salute e del benessere.

«La forza di questo tipo di dieta – spiega Stefania Ruggeri, nutrizionista del CREA (l’ente pubblico deputato a stilare le linee guida per una corretta alimentazione) – è di essere onnivora e di non escludere alcuna famiglia di alimenti».

Per ottenere un corretto bilanciamento nutrizionale che corrisponde alla filosofia della dieta mediterranea, esiste un numero indicativo di porzioni da mangiare delle diverse tipologie di alimenti (su base quotidiana e settimanale). Ma quant’è esattamente una porzione?

La risposta viene dalla SINU, la Società Italiana di Nutrizione Umana, che attraverso il lavoro di decine di esperti ha aggiornato i livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia.

Si scopre così che una porzione corretta di latte e yogurt è di 125 grammi, una di formaggi freschi di 100, mentre per quelli stagionati ne bastano 50. Se si passa alle carni, la porzione corretta è di 100 grammi, mentre se si parla di salumi si passa a 50. Per pesce e molluschi freschi siamo a 150 grammi, per le uova 50, per i legumi freschi siamo a 150 che diventano 50 per quelli secchi.

Nell’ambito dei cereali, per il pane la porzione è di 50 grammi, mentre per pasta, riso, farro e orzo la porzione è di 80. Se parliamo invece di insalata a foglia la porzione è di 80 grammi, mentre per verdure e ortaggi crudi o cotti la porzione è di 200, contro i 150 di una porzione di frutta.

È evidente che l’utilità degli schemi generali funziona bene se c’è anche una lettura intelligente e accompagnata da alcune raccomandazioni. «È chiaro – spiega ancora la Ruggeri – che le calorie necessarie e dunque il numero di porzioni o le quantità da mangiare variano in modo abbastanza significativo se parliamo di un bambino o un anziano, di una donna o un uomo».

Sempre la SINU spiega che, se il fabbisogno calorico per un uomo (nella fascia di età 30-59), alto un metro e 80 e di 73 chili di peso e con un indice di attività fisica basso è di 2.480 calorie, per una donna (stessa fascia di età, stesso peso, altezza e livello di attività fisica) il fabbisogno scende a 2.270.

Questo solo per fare un esempio, con differenze che diventano più consistenti se si guarda agli anziani. Perché se il nostro uomo (sempre di un metro e 80 per 73 chili) ha più di 75 anni, il suo fabbisogno sarà di 2.000 calorie, mentre per la donna siamo a 1.870. 

Ecco perché per stabilire la corretta alimentazione di una persona, in caso di dubbi, è sempre meglio consultare medici e nutrizionisti.

 

Fonte: consumatori.e-coop.it

CONDIVIDI con: