21 Ottobre 2019

Le curiose origini della parola OK

Un vocabolo che tutti conosciamo, utilizzato da tutti in qualsiasi parte del pianeta: ma sai da dove proviene la parola OK?

Diretto, universale, facilissimo: ti sei mai accorto che, con tutta probabilità, la parola che pronunci più spesso durante la giornata è “OK”?

Non sei il solo. Da qualche tempo a questa parte, questo vocabolo così semplice e amichevole è diventato il più pronunciato al mondo, senza possibilità di fraintendimenti a qualsiasi latitudine; un record impressionante, se si pensa che la parola non sembra avere origini poi così lontane: secondo il portale The Conversation, infatti, sarebbe nato non più di 180 anni fa.

Ma da cosa deriva questo termine? Le ipotesi sono tantissime e molto diverse fra loro: ecco le più probabili!

1. Il più famoso degli errori

Molte delle parole che utilizziamo più di frequente sono acronimi, spesso mutuati dalla lingua inglese: pensiamo ai sempre più comuni OMG (Oh my God) o lol (laugh out loud), un tempo usati solo dai giovanissimi e ora comuni a tutti. Pare che quest’abitudine tutta anglosassone fosse già diffusa nell’Ottocento, specie negli Stati Uniti, dove spesso e volentieri venivano utilizzate solo le iniziali per comunicare alcuni concetti o situazioni. In questo senso, OK sarebbe frutto di un simpatico errore fra ragazzi: parrebbe infatti che il termine sia l’acronimo di “Oll Korrect”, forma scherzosa e ironica dell’espressione “All Correct”. Una teoria alternativa – e grammaticamente esatta – è che la parola derivi dal greco “ola kalà”, che, tradotto, significa appunto “tutto bene”.

2. Un’origine… presidenziale

E se invece la parola OK derivasse dalle elezioni presidenziali americane del 1840? Leggenda vuole che il Presidente in carica Martin Van Buren, per accrescere le sue chance di vittoria, fece uso di diverse associazioni a proprio supporto; una di queste portava il nome di Old Kinderhook Club, abbreviato in O.K. Club: pare che gli iscritti usassero fra loro l’espressione O.K. per dire che tutto sarebbe andato bene, se Van Buren si fosse assicurato la vittoria. E così accadde!

3. Dalla Russia con amore

Una delle tante possibili ipotesi arriva proprio dalla più grande nazione al mondo: gli scaricatori del porto di Odessa, infatti, utilizzavano l’espressione “Ochen Korosho” – abbreviata, per l’appunto, in OK – per avvertire che il carico era stato posizionato senza problemi. Un’origine molto curiosa, che racconta di lavori antichi e regala poesia a un termine d’uso quotidiano.

4. Una speranza, fra gli orrori della Guerra

Molti sostengono, infine, che il vocabolo sia diventato d’uso comune dopo la Seconda Guerra Mondiale; al termine di ogni combattimento, i militari americani facevano infatti un giro di perlustrazione alla ricerca di soldati, contando le perdite e soccorrendo i feriti. Quando accadeva che nessuno di loro fosse rimasto ucciso, sventolavano una bandiera che riportava la scritta OK, vale a dire “O Killed”, “zero uccisi”: purtroppo ciò non avveniva di frequente, ma le rare volte in cui accadeva un senso di gioia pervadeva i militari, facendo così diventare la parola un simbolo di positività e speranza.

OK, sei arrivato alla fine di questo articolo: quante e quali teorie sull’origine del termine conoscevi?

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