17 Aprile 2020

A Yale si danno lezioni di felicità

In pochi mesi è boom di iscrizioni per il corso incentrato su psicologia positiva e cambiamenti comportamentali.

Ironizzando si potrebbe dire che siamo tutti studenti nell’Università della vita – uno tra gli atenei più affollati negli status di Facebook – e proprio per questo nei momenti di crisi abbiamo bisogno di tornare sui banchi di scuola a imparare piccole ma fondamentali strategie per districarci. A soddisfare il bisogno ha pensato nel 2018 la psicologa Laurie Santos, istituendo per la prima volta nell’università di New Haven, nel Connecticut, un corso di Psicologia e Good Life per fornire agli studenti, oberati da lezioni e pressioni di ogni genere, nozioni pratiche su come essere felici

Contro ogni aspettativa è stato un boom: 1.200 iscritti, un record mai toccato in oltre 300 anni. Un successo che ha indotto Yale a fare altrettanto e, visto il gradimento, a spingersi addirittura oltre.

 «L’attenzione che abbiamo ricevuto dai media nel 2018», ha dichiarato infatti la professoressa Santos a Today, «mi ha fatto capire che non sono solo gli studenti di Yale ad averne bisogno e che sarebbe stato un fantastico contenuto da condividere con tutti coloro che vogliono essere più felici». Detto, fatto. 

Da marzo 2018 la docente ha realizzato una versione più breve del corso (The Science of Well-Being, La scienza del benessere), disponibile online e gratuitamente sulla piattaforma di e-learning Coursera, che nell’ultimo anno ha visto registrarsi tra i 10.000 e i 20.000 utenti virtuali al mese, schizzati a quasi 2 milioni e 100 mila (dati di questi giorni). Le recensioni di chi ha completato il corso sono ottime, persone che dichiarano di aver cambiato la propria vita e, di conseguenza, quella dei propri cari.

L’intero ciclo di lezioni, tutte online e in inglese (con sottotitoli in inglese e spagnolo), può essere completato in circa 20 ore da gestire a piacere. Tra gli argomenti trattati, le convinzioni errate sulla felicità; come ci creiamo aspettative sbagliate e come smettere di farlo; come adottare abitudini produttive, come superare i blocchi o i pregiudizi che ci allontanano dalla nostra felicità

«Una delle prime cose che insegniamo», afferma la Santos «è che abbiamo davvero delle pessime teorie sul genere di cose che ci renderebbero felici. Perché pensiamo siano il denaro e i beni materiali, ma in realtà la felicità è legata a cose diverse e sono convinta che possiamo insegnare alle persone non necessariamente a essere più felici, bensì quali siano le cose giuste da fare per diventare più felici».

L’appuntamento con il benessere, dunque, è davanti al computer di casa, dove insieme agli studenti di Yale impareremo a condurre una vita migliore e a costruire un mondo migliore.

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