4 Febbraio 2020

Tutto cambia, ma non la passione per la bici

Vintage o di ultima generazione, le due ruote sono sempre amate.

Negli ultimi decenni, le biciclette, in special modo quelle da corsa, si sono evolute tantissimo e, sebbene a un primo sguardo non sembri così evidente, in realtà le differenze ci sono. Eccome.

Dal telaio in acciaio dei primi anni Settanta si è passati a quello in alluminiofino ad arrivare al materiale che attualmente va per la maggiore: la fibra di carbonio.

Ulteriori evoluzioni si sono avute con l’avvento dei pedali a sgancio rapido, chiamati anche SPD (Shimano Pedaling Dynamics), che hanno sostituito quelli classici con i cinghetti e puntapiedi, le ruote con raggiatura radiale, le forcelle in carbonio con pendenti dritti e molto altro.

Insomma, pedalare su una bici da corsa di quarant’anni fa è completamente diverso dal guidarne una di oggi, anche per via dell’innovativa efficienza biomeccanica e delle rivoluzionarie procedure di manutenzione.

Bisogna comunque notare che, spesso, quando un novità viene lanciata nel mondo del ciclismo qualcuno torce il naso, poiché il pensiero comune è quello di uno sport puro, dove bastano due ruote e due pedali e non serve nient’altro. 

Assolutamente esemplificativo, in questo senso, è l’episodio che riguarda Henry Desgrange, ideatore e primo patron del Tour de France, che all’epoca definì “diabolica” l’invenzione della ruota posteriore con due pignoni, affermando che i veri ciclisti non avevano bisogno di scendere e girare la ruota per cambiare pignone per superare le Alpi francesi, e ne vietò l’uso fino a quando la tecnologia non divenne standard.

Per questo è importante capire che, se da un lato non bisogna denigrare ciò che viene dal passato, etichettandolo come vecchio e inutile, poiché può regalare esperienze di guida divertenti e fantastiche, dall’altra parte non si deve aver paura dell’evoluzione tecnologica, in quanto permette di avere bici più resistenti, più facili da manutenere e più affidabili.

In ogni caso, sia che tu abbia una vecchia bici in acciaio o una specialissima full carbon, l’importante è salire in sella ogni giorno e godersi appieno quella magnifica esperienza che si chiama ciclismo.

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Fonte: bikeitalia.it

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