11 Ottobre 2019

Tutti i benefici della pet therapy

Gli animali possono intervenire sul nostro benessere psicofisico.

Il termine pet therapy, che è stato coniato dallo psichiatra americano Boris M. Levinson nei primi anni ’60, si riferisce alla pratica di supporto ad altre forme di terapia tradizionali che sfrutta gli effetti positivi derivanti dalla vicinanza di un animale domestico a una persona.

In Italia, questo termine è stato recentemente sostituito con quello più appropriato di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), che consente di distinguere tra diverse tipologie di approcci: ludico-ricreativa (Attività Assistita con gli Animali, AAA), educativa (Educazione Assistita con gli Animali, EAA), terapeutica (Terapia Assistite con gli Animali, TAA).

È noto che la sola presenza di un animale durante situazioni percepite come stressanti riduca i livelli di ansia, la pressione sanguigna e il battito cardiaco. Specifici studi scientifici hanno mostrato come il contatto fisico con un animale induca una riduzione, nel sangue, dei livelli degli ormoni responsabili della risposta allo stress (cortisolo). Ciò determina anche un miglioramento delle relazioni con gli altri e dell’umore (attraverso la stimolazione dell’ossitocina, un neuropeptide secreto dall’ipotalamo).

In particolare, sono state scientificamente dimostrate anche le potenzialità dell’impiego degli animali quale strumento di cura negli ospedali e nelle case di riposo per anziani. La presenza di un animale, infatti, agisce come una sorta di rompighiaccio, offre argomenti di conversazione e, in ultima analisi, stimola la comunicazione e le relazioni sociali. 

Anche con ragazzi pre-adolescenti e adolescenti, il rapporto con l’animale può diventare il mezzo per stimolare vissuti e riflessioni su concetti importanti come il rispetto, la fiducia, la reciprocità: si usa ad esempio nei progetti di prevenzione al bullismo.

E persino nel caso di persone affette da disturbi dello spettro autistico, che presentano difficoltà a comunicare e interagire con gli altri, l’introduzione di cani nelle sedute terapeutiche ha avuto effetti incoraggianti: rapido miglioramento del livello di attenzione e della frequenza delle interazioni sociali, sia verbali sia non verbali.

Insomma, la relazione che si instaura con l’animale domestico crea una sintonia complessa e delicata che stimola l’attivazione emozionale e favorisce l’apertura a nuove esperienze, nuovi modi di comunicare, nuovi interessi.

È bene ricordare che il Sistema nazionale linee guida del Ministero della Salute raccomanda di coinvolgere negli interventi solo animali da compagnia, quindi in particolare canigatticonigli cavalli. Ogni animale deve essere certificato e avere requisiti sanitari e comportamentali, attitudinali e di capacità, valutati da un veterinario esperto in pet therapy.

Fonte: Consumatori, febbraio 2018

CONDIVIDI con: