22 Marzo 2021

Stampante 3D: come funzionano, quanto costano e a cosa servono

Come funziona la stampante 3D e quanto costa

Cambia il settore di utilizzo, la precisione, il costo, la velocità con cui operano. Per poter scegliere bisogna avere le nozioni di base. Partiamo di qui. La stampante 3D come funziona?

 

Gli appassionati di intelligenza artificiale e soluzioni iot saranno di certo interessanti al tema ma, c’è da scommetterci, non soltanto loro. Le potenzialità delle stampanti 3D hanno infatti conquistato anche gli spiriti più creativi come artisti, stilisti e designer. Vediamo allora come usare questi strumenti all’avanguardia, cos’è possibile realizzare e infine quanto costano.

 

Stampante 3D: come funziona?

Ormai se ne sente parlare spesso e nei contesti più diversi, ma non tutti sanno esattamente come è fatta una stampante 3D. Per certi versi è molto simile ai modelli tradizionali, soprattutto se si parla di dimensioni. I device più comuni, quelli per uso domestico, occupano infatti più o meno lo stesso spazio di una semplice stampante, mentre il discorso cambia per le strumentazioni industriali, decisamente più voluminose e ingombranti.

A differenza delle stampanti 2D, che muovono la testina da cui esce l’inchiostro su uno stesso asse, quelle 3D agiscono su tre assi, sovrapponendo non colore, ma materiali come plastica e suoi derivati, simil legno sintetico, metallo, carta e ceramica (che andrà poi cotta e dipinta).

La meccanica del funzionamento, tuttavia, dipende dal singolo modello. Quelli a filamento o a resina foto polimerizzante, ad esempio, depongono strati di materiale fuso e poi solidificato con raggi ultravioletti. E come funziona la stampante 3D a laser? Con le radiazioni elettromagnetiche, utilizzate per scaldare la polvere del materiale scelto. 

Si tratta di processi sofisticati che necessitano di un tempo congruo per essere sviluppati e completati. Innanzitutto è necessario procedere con la realizzazione di un progetto attraverso programmi di disegno tecnico o creativo. Solo successivamente occorrerà sfruttare un driver che avvii la stampante 3d collegata al computer sul quale il progetto è stato salvato (anche se esistono dei modelli che trasformano un file prendendolo direttamente da una chiavetta usb).

 

Cosa si può stampare con la stampante 3d

Abbiamo capito come lavora la stampante 3D. Come funziona ora è sufficientemente chiaro. Vediamo allora cosa fare con la stampante 3D, se si può pensare di utilizzarla anche in casa o se è stata immaginata esclusivamente per un uso industriale. Gli appassionati di tecnologia con le competenze tecniche necessarie possono realizzare tra le pareti domestiche moltissimi oggetti di uso quotidiano. Sì, certamente l’utilissimo pezzo di ricambio per mobili o elettrodomestici ma anche tutta un’altra serie di oggetti che trasformano quest’attività in una vera e propria forma di intrattenimento contemporaneo.

In rete è facile trovare esempi davvero illuminanti di gadget realizzati con stampante 3D: si tratta di contenitori di ogni tipo (dai porta-capsule per le macchinette dal caffè ai più tradizionali portapenne, fino ai portachiavi USB e schede SD), moschettoni a molla, stand per smartphone, tablet, pc e addirittura esche artificiali per la pesca, riproduzioni di celebri monumenti e personaggi di fantasia. È però abbastanza corretto dire che sono principalmente le aziende a sfruttare tutto il potenziale di questo strumento all’avanguardia.

Con una stampante 3D si possono costruire prototipi di vario genere oppure veri e propri beni di consumo: protesi, organi e tessuti utili nel settore medico, componenti di computer, pezzi di automobili o motociclette, turbine eoliche e parti di pannelli fotovoltaici, attrezzatura e abbigliamento sportivo, sculture artistiche e tessuti da usare nel mondo della moda, utensili e barattoli da cucina, addirittura cibi e conserve a partire da sostanze commestibili. 

 

Quanto costa una stampante 3d

Chi fosse interessato ad una stampante 3D ad uso domestico deve quindi considerare vari aspetti, che ovviamente influiscono sul prezzo finale. Prima di tutto l’utilizzo che se ne vuole fare e conseguentemente il grado di accuratezza nella stampa: i modelli più all’avanguardia (e costosi) garantiscono uno spessore di 0,01 mm mentre i meno precisi arrivano a 0,1 mm.

Bisogna inoltre valutare la velocità con cui operano, il modo di funzionare, la compatibilità con il sistema operativo del computer che si ha in casa, la possibilità o meno di connettere la stampante al proprio pc, il numero di estrusori per oggetti più complessi fatti con diversi materiali.

Va da sé che i costi cambiano in relazione alle esigenze che si hanno. Fortunatamente però la diffusione sempre più massiva di questi oggetti ha generato un ribassamento dei prezzi. Esistono versioni casalinghe decisamente economiche, acquistabili su internet a circa 200 euro. Per l’uso amatoriale, tuttavia, si raggiungono anche i 2000 euro mentre quelle professionali arrivano fino a 10.000 euro.

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