8 Aprile 2020

Benvenuti nel futuro con lo smartphone pieghevole!

Vantaggi e svantaggi di un display innovativo, che non è ancora riuscito a decollare.

Correva l’anno 1973 quando Marty Cooper, ingegnere di Motorola, faceva la prima telefonata della storia con un cellulare. Ci sarebbero voluti altri 10 anni perché la sua azienda lo mettesse in vendita (era un lusso da 4.000 dollari) e qualche altro decennio per approdare al 2007, l’anno della svolta: Apple decideva di entrare nel mercato degli smartphone lanciando l’iPhone e rivoluzionando il settore. 

Il resto (l’epoca del duopolio Samsung/Apple, la comparsa di Huawei e Xiaomi) è storia: una storia che si è fatta a colpi di innovazione e che nel 2019 ha visto nascere lo smartphone pieghevole. Una novità di Samsung (Galaxy Fold), Huawei (Mate X), Motorola (Razr), Xiaomi e Oppo (non ancora arrivati da noi), che ha suscitato l'interesse degli appassionati di tecnologia e che potrebbe compensare il rallentamento che, a partire dal 2018, il settore ha registrato soprattutto in Occidente.

Il vantaggio di uno smartphone pieghevole? Nel caso dei dispositivi con chiusura “a conchiglia”, come Razr di Motorola o Samsung Galaxy Z Flip, la compattezza e le ridotte dimensioni. Optando invece per uno smartphone con chiusura “a libro” (Galaxy Folder o Mate X), vi ritroverete fra le mani un telefonino che, una volta aperto, si trasforma in un piccolo tablet, ideale per il giocare o guardare film.

Lo svantaggio? Innanzitutto il costo, visto che per averne uno bisogna sborsare tra i 1300 e i 1600 euro. In secondo luogo lo spessore, dal momento che la chiusura a cerniera e le superiori dimensioni dello schermo richiedono una batteria più grande. 

Il loro successo e il loro costo, così come le successive implementazioni, dipenderanno dal gradimento dei consumatori, che al momento non sembrano esserne conquistati. C’è già chi parla delle nuove frontiere dello smartphone, come quello allungabile; chi sostiene che tra un decennio spariranno del tutto, “uccisi” dall’intelligenza artificiale; chi si spinge ancora oltre, prefigurando scenari da film: connettere il nostro cervello al computer attraverso “stringhe neurali”…

In attesa di quel giorno, possiamo continuare a connetterci con il nostro “normalissimo” smartphone, viaggiando fra passato e futuro con una foto, un film o una canzone.

CONDIVIDI con: