27 Aprile 2020

Smartphone durante la guida: ancora troppe infrazioni!

I dati sulle contravvenzioni, forniti dalla Polizia di Stato, delineano una situazione ancora preoccupante tra i guidatori italiani.

Purtroppo, non è ancora una rarità vedere guidatori che impugnano il cellulare mentre sono al volante. Lo testimoniano anche i dati diffusi dalla Polizia di Stato, relativi alle contravvenzioni ravvisate nel 2019.

Lo scorso anno, le sanzioni per il relativo articolo del Codice della Strada (numero 173) sono aumentate del 15% rispetto al 2018. In parametri assoluti, si tratta di 53.268 sanzioni totali: 29.961 sono state ravvisate su strade statali, provinciali o comunali, mentre le restanti 23.307 fanno riferimento al traffico autostradale. 

Insomma, il rischio sanzionatorio non ha portato fino a oggi a una sufficiente diminuzione del fenomeno. A tal punto che, nel nuovo Codice della Strada in via di approvazione parlamentare, sono previsti aumenti delle multe per chi guida con lo smartphone: da 422 a 1.697 euro, con una sospensione della patente fino a 3 mesi per i casi recidivi.

In ogni caso, le normative vigenti lasciano spazio al parziale utilizzo di device adatti alla guida. Ad esempio, è consentito l’uso di apparecchi a viva voce o auricolari (non su entrambe le orecchie, per evitare di pregiudicare le capacità uditive del guidatore). Eppure, nonostante queste alternative, l’uso della smartphone alla guida è ancora la seconda causa di incidenti mortali, alle spalle solo dell’alta velocità.

Dati drammatici, quindi, di cui però perfino gli automobilisti sembrano essere ben consci. Le ultime statistiche affermano che il 40,6% di essi è preoccupato dall’uso dello smartphone al volante (motivazione con percentuale più alta). Allo stesso tempo, il 56% del campione ammette però di distrarsi alla guida guardando il proprio cellulare: nell’ordine, sempre più spesso si sposta l’attenzione dalla strada per rispondere a chiamate senza auricolare, inviare messaggi o usare app affini a navigatori GPS. Dunque, la consapevolezza spesso non si traduce in comportamenti adeguati. Con il rischio di conseguenze assolutamente tragiche.

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