15 Gennaio 2021

4 segreti per una perfetta pizza fatta in casa

Tra impasto, lievitatura e cottura: ecco come preparare il cibo preferito dagli italiani

La pizza è tra i piatti più amati al mondo e non a caso è diventata patrimonio dell’Unesco. Scopriamo come fare una pizza fatta in casa perfetta, dall’impasto alla cottura. 

  

Mancano pochi giorni alla Giornata Mondiale della pizza italiana che, da 4 anni a questa parte, è diventata patrimonio dell’Unesco e viene celebrata ogni 17 gennaioPerché allora non festeggiare con una gustosa pizza fatta in casa? 

Pizza fatta in casa: cottura, ingredienti e lievitazione! 

Per preparare una perfetta pizza fatta in casa è importante prestare attenzione a tutti i passaggi, dalla scelta degli ingredienti fino alla cottura, passando per la lievitazione e la cottura. Ecco, quindi, alcuni consigli per una pizza fatta in casa a prova di ristorante. 

Come fare l’impasto della pizza fatta in casa 

Per capire come preparare la pizza più buona è bene partire dalle basi: l’impasto. Pizza fatta in casa ai grani antichi, al carbone vegetale, con la farina integrale piuttosto che di kamut, la scelta è veramente ampissima: oggi si possono trovare infatti differenti varianti alla tradizionale pizza con farina 00 grazie alla riscoperta di antiche sementi. 

In base alla farina utilizzata bisognerà tenere presente che i tempi di lievitazione sono differenti così come anche sarà differente l’idratazione. Una farina 0 o 00 necessiterà di un’idratazione al 70% mentre farine di semi integrali necessiteranno di almeno l’80% in quanto assorbono più acqua. Su un kg di farina la quantità di acqua da utilizzare varierà quindi tra i 70 e gli 80 grammi. 

Quanto deve lievitare la pizza 

Uno dei processi più importanti per preparare una pizza fatta in casa perfetta è quello della lievitazione. Le possibilità sono diverse e dibattute, tra lievito di birra, pasta madre o cremor tartaro con un pizzico di bicarbonato. Indipendentemente dall’ingrediente scelto, il consiglio è quello di preparare l’impasto per la pizza il giorno prima così da farlo riposare una notte in frigorifero. Una volta terminato il processo è possibile quindi stendere l’impasto e procedere con una seconda lievitazione, direttamente in teglia per circa 2 ore. 

Come usare il lievito? Vsciolto in una terrina insieme all’acqua (70 o 80%), a cui andrà poi aggiunta la farina fino ad ottenere un impasto bene amalgamato e privo di grumi. 

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Lavorazione dell’impasto della pizza fatta in casa 

Una volta uniti tutti gli ingredienti necessari per l’impasto è bene lasciar riposare per circa quindici minuti in frigorifero, per poi passare alla seconda lavorazione, stirandolo con il polso per poi ripiegandolo nuovamente. 

Dopo avere ripetuto il movimento per circa cinque minuti, l’impasto dovrà essere lasciato a riposare per un’altra quindicina di minuti, questa volta fuori dal frigo. 

Una volta ottenuta una palla compatta e non appiccicosa, sarà giunto il momento della terza, e ultima, lavorazione e di lasciare poi a riposare per la notte. 

Cottura pizza fatta in casa  

Il forno dovrà essere acceso trenta minuti prima di infornare la pizzacosì da preriscaldarlo. Il segreto per una cottura della pizza perfetta sta però nel processo in due fasi. 

La base della pizza dovrà essere inserita a forno statico per circa dieci minuti e, una volta controllato lo stato dei bordi, si potranno aggiungere gli ingredienti, inserendo nuovamente in forno. Come capire se è il momento di aggiungere i condimenti? Se si riesce a sollevare il bordo, che non deve risultare umido e molle, si potranno aggiungere il sugo di pomodoro, la mozzarella tagliata a cubetti e gli ingredienti che più si amano. 

 

Alle origini della pizza 

La parola pizza risale all’Undicesimo secolo e alcuni storici sostengono che il termine derivi da “pita”, il pane scacciato tipico della tradizione greca e del Medio Oriente. Una diversa corrente di pensiero associa il piatto della tradizione italiana con la parola “pida”, dal dialetto romagnolo, con cui veniva chiamata la piadina o “pinza”, dolce diffuso nel Nord Italia in Emila, Veneto e Trentino. 

Inizialmente, comunque, la pizza napoletana non aveva l’aspetto attuale: nel 1500, il cuoco e critico gastronomico, Bartolomeo Scappi la descriveva come non più alta di un ditoLa pizza alla dell’epoca era inoltre fatta di pasta sfoglia arricchita con prelibatezze campane: ricotta, mozzarellaprosciutto, salsicciauova piuttosto che speziata con pepe nero e cannella. 

La pizza per come la si conosce oggi risale, invece, al 1800 e veniva consumata dai napoletani come un vero e proprio street food.  

Storia della pizza per eccellenza, la margherita 

La pizza più famosa è sicuramente la margherita, condita con pomodoro, basilico e mozzarella. La storia fa risalire questa ricetta, oggi il secondo piatto più consumato, al cuoco napoletano, Raffaele Esposito, che nel 1889 la realizzò in onore della reggenza Savoia: grazie agli ingredienti, l’intenzione era proprio quella di ricreare i colori della bandiera italiana. 

Si dice che questa creazione piacque talmente tanto alla regina Margherita che Esposito decise di battezzare la pizza con il nome, per l’appunto, di pizza margherita. 

 

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