5 Giugno 2020

Ricomincio da 60: l’università nella terza età

Tornare a studiare da pensionati? Uno stimolo che è anche una sfida.

Non è mai troppo tardi per tornare sui libri e raggiungere quegli obiettivi di studio che, per mille e un motivo, nel corso degli anni ci siamo lasciati indietro.

La scelta di rimettersi in gioco a sessant’anni iscrivendosi all’università, infatti, è ormai sempre più frequente nella società odierna: in questa fase della vita, una persona è ancora piena di energia e riesce a trovare più facilmente il tempo per dedicarsi alle proprie passioni – fra cui lo studio, appunto – spesso accantonate negli anni a causa degli orari proibitivi dettati dalla propria professione e dagli impegni a essa legati.

In molti si dedicano a questa attività, di solito riservata ai ventenni, anche per rimanere al passo coi tempi (e con i nipoti, perché no?). Ma non solo. Tornare all’università può essere un modo diverso per conoscere persone nuove e motivate quanto noi, con interessi affini e tanta voglia di imparare. 

In pratica, si torna giovani e anche un po’ spensierati. Socializzare e chiacchierare è importantissimo e, oltre a mantenere attivo il nostro cervello studiando, è possibile stimolarlo con tantissime nuove interazioni sociali.

«Sono andato in pensione e mi sono iscritto all’università – conferma l’over sessantenne Ferdinando Di Dato, laureato dapprima alla triennale di Scienze politiche e poi alla magistrale in Scienze del Governo e delle politiche pubbliche – perché mi è rimasta la voglia di scoprire e sapere. Inoltre non avevo nessuna intenzione di stare a casa; stavo con i ragazzi e facevo tutto quello che facevano loro: andare in mensa, prendere il treno ogni mattina molto presto per rientrare verso le 18».

I corsi universitari più gettonati da chi appartiene alla terza età sono quelli sociali, umanistici e linguistici. I meno scelti, invece, sono quelli scientifici e sanitari, che richiedono la frequentazione obbligatoria delle lezioni e dei tirocini, e risultano quindi più lunghi e pesanti.

Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), negli ultimi dieci anni gli over 60 iscritti agli atenei italiani sono aumentati addirittura del 50%. Oltre un terzo è rappresentato da donne. E sono tanti anche gli adulti over 50 che si iscrivono ai corsi serali per conseguire il diploma: secondo i dati Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), dal 2009 al 2015 oltre 2 milioni di studenti adulti si sono iscritti a circa 130.000 corsi serali.

Insomma, studiare in età matura aiuta a mantenersi vivaci e curiosi, mai stanchi di conoscere e imparare: in sostanza una grande occasione per allargare i propri orizzonti continuare a sentirsi giovani.

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