29 Aprile 2019

Popping: il ballo per alleviare le sofferenze del Parkinson

Ecco come un ballo di strada può alleviare le sofferenze del morbo di Parkinson

Oggi si festeggia la giornata internazionale della danza, evento promosso dall’International Dance Council dell’Unesco, che dal 1982 vuole, ogni 29 aprile, celebrare la danza esaltandone tutte le sue discipline e forme di espressione.

Negli ultimi tempi la danza è stata utilizzata anche come cura per varie malattie sia fisiche che mentali, come è successo per il morbo di Parkinson.

Il Parkinson è una patologia neurodegenerativa che danneggia e distrugge alcune cellule cerebrali, ed è caratterizzata da lentezza innaturale, rigidità, tremolio e difficoltà nella deglutizione. La ripercussione a livello mentale non è assolutamente da sottovalutare poiché si crea un’immediata perdita di autonomia, a causa della fatica a svolgere anche i più semplici movimenti degli arti, e porta spesso anche a depressione e demenza.

L’origine di questo morbo non è ancora chiara e le cure disponibili servono solo a rallentare gli effetti della malattia e non a debellarla completamente. Per questo motivo si cercano in continuazione altre vie per alleviare la sofferenza del paziente. Una di queste è la danzamovimentoterapia con un nuovo stile di danza: il Popping.

Il Popping è una danza di strada che deriva dal termine ‘pop’ (scoppio) che ha origine negli Stati Uniti tra gli anni ’60 e ’70. Questo ballo è caratterizzato da movimenti veloci e ritmici che impegnano il corpo in contrazioni e vibrazioni che aiutano a contrastare gli effetti del morbo di Parkinson.

Questo stile, spesso confuso con la breakdance, abbina il corretto movimento del corpo a una distensione mentale per arrivare al beneficio desiderato. L’ambiente comunitario in cui si svolge e la musica diffusa, rilassano il soggetto e favoriscono movimenti costanti ed equilibrati di coloro che hanno problematiche motorie.

Gli elementi essenziali alla base del beneficio della danzamovimentoterapia sono: il ritmo, la creatività e la socialità. Attraverso la stimolazione di energia di tutto il corpo la disciplina consente di trasmettere all’esterno emozioni e vissuti della persona.

L’Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia afferma che questa disciplina è una modalità specifica di trattamento di molte manifestazioni della patologia psichica, somatica e relazionale e viene svolta da figure professionali operanti in campo clinico e socioeducativo come insegnati di danza, fisioterapisti, psicologi, psicoterapeuti ed educatori.

Simone Sistarelli, giovanissimo ballerino italiano residente a Londra, ha lanciato questa bellissima iniziativa chiamata “Popping for Parkinson’s” nata dalla sua intuizione di armonizzare i tempi e i movimenti convulsi e tremolanti del Popping a quelli simili del Parkinson evidenziando la contrazione e il successivo rilascio muscolare che sono molto affini nelle due condizioni.

I risultati finora ottenuti sono stati positivi e hanno portato evidenti benefici a livello psichico e fisico. Il segreto della forza del Popping sta proprio nella simbiosi e nella natura dei movimenti, per loro origine convulsi e all’apparenza innaturali che invece risultano essere genuini e in linea con l’energia nel nostro corpo e utili e salutari per tutti.

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