6 Febbraio 2020

Obesità infantile: è emergenza internazionale

Sono ormai 150 milioni i bambini sovrappeso nel mondo.

L’obesità infantile è uno dei principali e più trascurati problemi di sanità pubblica in tutto il pianeta.

Si prevede che nel 2030 i bambini e i ragazzi obesi saranno 254 milioni, con un incremento del 60% rispetto ai dati attuali. A questo, oltretutto, va aggiunto che esistono altissime probabilità che un bambino obeso oggi possa diventare un adulto obeso domani e quindi, di conseguenza, a serio rischio di malattie cardiachemetabolichecancro diabete di tipo 2.

A lanciare l’allarme è il primo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (chiamato Childhood Obesity Atlas) dedicato a questo tema. Solo un paese su dieci – vi si legge – ha qualche speranza di non aumentare il numero dei piccoli obesi entro il 2025, mentre per altri 156 paesi (su 191) le probabilità sarebbero inferiori al 10% e per altri ancora vicine allo zero.

In Cina si calcolano 62 milioni di bambini in sovrappeso, in India 27 milioni e mezzo e negli Stati Uniti 17 milioni. E in Italia?

Quattro anni fa l’obesità infantile colpiva il 20,5% dei nostri figli, ponendoci dopo Cipro e con valori vicini alla Spagna e alla Grecia, tra i peggiori quindi d’Europa. Se nei Paesi dell’Ue è obeso quasi un bambino su otto tra i 7 e gli 8 anni, da noi il problema riguarda quasi 1 bambino su 5, ovvero il 18% della popolazione appartenente a questa fascia d’età.

E dagli ultimi dati, resi noti recentemente dall’Istat, emerge anche qualcosa in più.

Nel biennio 2017-2018, in Italia si stimano circa 2 milioni e 130 mila bambini e adolescenti fra i 3 e i 17 in eccesso di peso, pari al 25,2% della popolazione (era il 28,5% nel 2010-2011). A essere più in sovrappeso sono i maschi (27,8%), mentre tra le femmine la percentuale diminuisce al 22,4%. L’eccesso di peso tra i minori aumenta significativamente passando da Nord a Sud (18,8% Nord-ovest, 22,5% Nord-est, 24,2% Centro, 29,9% Isole e 32,7% Sud). Le percentuali sono particolarmente elevate in Campania (35,4%), Calabria (33,8%), Sicilia (32,5%) e Molise (31,8%). 

Il dato più preoccupante, inoltre, è che oltre il 90% degli adolescenti non svolge sufficiente attività fisica. Sono quasi 2 milioni i ragazzi che non praticano sport né attività fisica (dati Istat). Fra dieci anni, seguendo questo trend, ci saranno oltre 13 milioni di giovani obesi: il 21% tra i 5 e i 9 anni e il 12,9% tra i 10 e i 19 anni.

Ma c’è un’interessante osservazione su cui riflettere. Se questa previsione è già il frutto di politiche di limitazione della pubblicità di alimenti poco sani, di riduzione dell’inattività fisica e di contenimento del consumo di merendine e altri cibi poco salutari, quali sarebbero i dati senza queste misure preventive?

 

Fonte: consumatori.e-coop.it

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