10 Maggio 2019

Milano Future City, la metropoli che verrà

Non solo un’importante visione strategica, Milano Future City è anche una ricerca concreta a favore della crescita in chiave sostenibile della città meneghina.

Viali pedonali e piste ciclabili alberate vista negozi in una Milano futuribile? Non è fantascienza, ma l’obiettivo di Milano Future City, un avveniristico piano di urbanizzazione avanzata e sostenibile presentato nel corso della Design Week 2019 nel capoluogo lombardo durante il ciclo di incontri Innovation Design District.

«È da un anno che stiamo lavorando – ha spiegato l’architetto Boschetti, a capo dello studio di architettura e urbanistica che si sta occupando di questo ambizioso progetto – con uno scopo preciso: introdurre sistemi condivisi di mobilità pulita elettrica, eliminando il più possibile segregazioni funzionali e barriere architettoniche, digitalizzando, automatizzando e connettendo auto e città per favorire una mobilità sicura».

L’idea è quella di far ritrovare una nuova armonia tra auto e città, riportando il verde in città ovunque possibile. Come? Restituendo ai cittadini milanesi, rinnovati e vivibili, alcuni dei più importanti assi viari carrabili a intenso scorrimento, concepiti in un recente passato e oggi per lo più anacronistici, enormemente inquinanti e sicuramente ostili nei confronti dei pedoni e delle biciclette.

Parliamo in particolare di Farini, Sempione, Novara, Giambellino, San Gottardo, Melchiorre Gioia, XXII Marzo, Lodi e Ripamonti. Ma il più importante di questi – oltre che uno degli assi commerciali più lunghi d’Europa – e da cui si intende proprio partire, è corso l’asse Venezia, corso Buenos Aires, piazzale Loreto, via Padova che ospita 50.000 residenti, 100.000 lavoratori e oltre 300 attività commerciali.

«Stiamo incentivando molto studi e analisi sul futuro di quest’asse – ha commentato l’assessore all’Urbanistica Piefrancesco Maran – perché anche questo lavoro offre una strategia coerente con gli obiettivi del Comune, che vuole favorire un ridisegno della città secondo logiche ecologiche, favorendo mobilità green e alberatura diffusa. Ovviamente non lo prenderemo chiavi in mano ma è un materiale che ci serve per aprire a fine mese la discussione sul futuro di quest’asse, con l’obiettivo finale di rivedere tutto lo spazio complessivamente».

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