15 Novembre 2019

L’educazione musicale a scuola è importante. O no?

In Italia, la musica non riceve un’adeguata valorizzazione.

Che la musica sia fondamentale per ogni essere umano, è notorio. Psicologi dell’età evolutiva, pedagogisti, esperti del settore sono tutti concordi nell’affermare che un’attività musicale ben strutturata possa contribuire in maniera sostanziale allo sviluppo globale e armonico del bambino.

Ma non basta ascoltarla, occorrerebbe soprattutto conoscerne la storia, studiarla approfonditamente, saper suonare uno o più strumenti.

Il patrimonio stesso della nostra nazione è fondato proprio sulla musica: non a caso l’italiano è universalmente conosciuto attraverso la potenza del melodramma (La Traviata di Giuseppe Verdi è l’opera più rappresentata in assoluto nel mondo!). 

In tutti i conservatori del pianeta, su qualunque spartito, è riportata la nomenclatura nella nostra lingua. Probabilmente un giapponese non sa se Milano stia a nord o sud di Roma, ma sa distinguere i termini moderato, allegro, pizzicato crescendo. È la nostra storia, la nostra impronta nel mondo, e non può essere relegata a materia tappabuchi, senza investimenti e prospettive per un’adeguata formazione dello studente.

Eppure, nonostante il grande valore che riveste nella nostra società, la musica è praticamente sparita dalle scuole italiane, ormai cancellata come materia curricolare alle superiori di II grado (a parte ovviamente i licei a indirizzo musicale) come se fosse appannaggio, privilegio, croce e delizia, solo di coloro che possono permettersela o dei musicisti che sognano di farlo come professione.

Noi siamo convinti che per apprendere un’arte come quella musicale e arricchire la propria cultura, non sia necessario essere dotati come musicisti: l’educazione all’ascolto – imparare ad apprezzare non soltanto i motivetti più orecchiabili, ma anche a comprendere musica apparentemente più ostica e comprenderla in un contesto storico – è di basilare importanza per tutti. 

A cominciare dai bambini.

D’altronde, non si è sempre detto che la musica rappresenti un linguaggio universale? Lo stesso Verdi diceva: «Torniamo all’antico e sarà un progresso».In questo caso, l’idea di “antico” è un’istruzione in cui i saperi non siano separati, e non preveda che si continui a tagliare a colpi di forbici tutto ciò che rende la vita assolutamente meravigliosa. Come la musica.

 

Fonte: consumatori.e-coop.it

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