9 Luglio 2020

Italians do eat better

Secondo una ricerca gli italiani mangiano più consapevolmente.

Il 52% è più attento di 5 anni fa ai temi dell’alimentazione e dei cibi che acquista, un 54% legge sempre le etichette, un 55,5% ha modificato le proprie scelte alimentari per motivazioni legate alla tutela dell’ambienteun 48,4% segue la dieta mediterranea, un 60% ha ridotto il consumo di piatti ricchi di zucchero, un 58% ha ridotto i piatti ricchi di sale, un 53% ha ridotto le bevande gassate e un 36% consuma meno carne.

Questi sono i dati confortanti che emergono da un’indagine che la società Metrica Ricerche ha condotto in esclusiva per la rivista Consumatori su un campione di 1.007 persone rappresentativo del nostro Paese.

Uno dei punti chiave dell’indagine mirava proprio a capire quale grado di consapevolezza gli italiani avessero sul loro regime alimentare. Tra le varie opzioni proposte prevale la tanto decantata dieta mediterranea, riconosciuta da dietisti e medici. Escono decisamente ridimensionate le diete vegetariane (0,8%) e vegane (0,1%), mentre una dieta che non esclude il resto, ma comunque privilegia i vegetali, arriva al 3,6% (5,6% tra le donne). Viceversa, un 36%, sfuggendo alle tante soluzioni proposte, dice salomonicamente di seguire una dieta varia.

Un aspetto un po’ più preoccupante è invece quello dell’attività fisica. Un 21,5% (25,9% tra le donne) dice di non fare sport e un altro 19% dice di muoversi meno rispetto a cinque anni fa. Sommando, siamo dunque a un 40% che non ha ancora ben presente l’importanza dello stare in movimento per vivere in salute e prevenire malanni e acciacchi. Solo un 10,5% dice di fare più ginnastica che in passato.

Ma altri segni inequivocabili di un cambiamento in corso vengono dalle domande che chiedevano se negli ultimi anni si fosse ridotto il consumo di alcuni prodotti. E qui si scopre che un 60% consuma meno piatti ricchi di zuccheroun 58% ha ridotto il sale, un 54% le bevande gassate e/o zuccherate, un 49% i fritti, un 45% i dolci, un 37% la carne e salumi, un 27% i latticini e un 21% i prodotti con glutine. Cifre tutte significative, considerando anche che tra le donne la percentuale è sistematicamente più alta (sulla carne si arriva al 44%).

Dunque, siamo davanti a una realtà già diversa e lo confermano anche gli andamenti nei consumi. Esiste infatti una consapevolezza che cresceconsumare meno zuccheri e meno sale è esattamente quanto consigliano medici e dietisti.

Tuttavia sarebbe anche bene evitare di inseguire le mode alimentari, come potrebbe far pensare la riduzione nel consumo di latte o di prodotti con glutine: in realtà, i celiaci accertati sono sotto l’1% della popolazione, mentre abbiamo un 21% che comunque evita i prodotti con glutine.

 

Fonte: consumatori.e-coop.it

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