15 Ottobre 2019

Il ferro nell’alimentazione

Elemento essenziale per il funzionamento del corpo umano.

Ti ricordi Braccio di Ferro, il burbero ma simpatico marinaio dei fumetti, noto anche come Popeye? Ha il merito di aver insegnato, alle generazioni di quasi un secolo fa, a mangiare tanti spinaci in quanto ritenuti particolarmente ricchi di ferro.

In realtà, la percentuale di ferro contenuto in questo tipo di verdura non è tale da farti diventare un novello Ercole… L’equivoco nacque per colpa di un gruppo di nutrizionisti americani che, verso la fine dell’Ottocento, nel trascrivere il contenuto di tale minerale presente in diverse piante erbacee, dimenticò di mettere la virgola nella trascrizione numerica riferita agli spinaci, attribuendo così loro un contenuto di ferro ben dieci volte superiore a quello reale!

Detto questo, va comunque evidenziato come il ferro sia un nutriente assolutamente fondamentale per il benessere del nostro organismo, perché è un minerale necessario per la produzione dell’emoglobina, proteina presente nei globuli rossi che serve a trasportare l’ossigeno in tutto il corpo.

Non solo. Il ferro è importante anche nella costruzione della mioglobina, proteina che si lega all’ossigeno presente nelle fibre muscolari, e che entra a far parte di vari enzimi con ruoli fondamentali in numerose reazioni metaboliche.

Come si sa, il ferro presente nel nostro organismo deriva dall'alimentazione che, se varia e bilanciata, consente di mantenere il giusto equilibrio tra le perdite quotidiane di tale minerale e la sua introduzione tramite il cibo.

Negli alimenti, il ferro è presente in due forme con diversa importanza dal punto di vista nutrizionale:

ferro emepresente nelle carni (fegato, manzo, prosciutto, bresaola, pesci, molluschi e crostacei) 

ferro non-emedi origine vegetale (cavolini di Bruxelles, spinaci, cacao, mandorle, fichi secchi…) 

La differenza tra i due tipi è che il primo è direttamente assimilabile dall’organismo, mentre il secondo non viene assimilato se non grazie ad alcuni agenti (acido ascorbico, acido citrico o fattori esterni come l’esercizio fisico) che ne possono favorire l’assorbimento.

A chi gioverebbe particolarmente il ferro? Le donne in età fertile, gli sportivi e le persone colpite da disturbi intestinali o da intolleranze alimentari. Ricordati infine che il corpo umano necessita di circa 10-12 milligrammi (mg) di ferro al giorno, valore che, in determinate condizioni, può aumentare fino a 20 mg.

Fonte: Issalute.it, febbraio 2018

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