13 Marzo 2020

Il ciclismo indoor è sempre più di moda

La realtà virtuale ci sta allontanando sempre più dalla strada?

Negli anni Settanta il ciclista Johnny G doveva allenarsi per la Race Across America, ma non poteva passare sempre ore in sella su strada a qualunque ora. Così prese una bici e la fissò a un rudimentale supporto e si mise a pedalare nel proprio garage. L’evoluzione di quell’esigenza è appunto lo spinning, l’invenzione che ha conquistato tutte le palestre del mondo.

Oggi, a quarant’anni di distanza, sta accadendo una nuova rivoluzione. La tecnologia, infatti, con la realtà aumentata, ha reso il ciclismo indoor divertente e coinvolgente, eliminando l’aspetto principe che chiunque abbia mai pedalato a lungo ai rulli ha sperimentato: la noia. Piattaforme come Zwift, Peloton e altre hanno integrato un’interfaccia da videogame alla pedalata, rendendola interessante e attraente per moltissimi ciclisti.

Nella sicurezza e privacy della propria stanza si può partecipare a una gara con ciclisti dall’altro lato del mondo, scalare le più importanti vette del ciclismo (con il rullo che si indurisce in modo estremamente realistico), oppure allenarsi in maniera intensa su strade senza traffico. 

E un altro aspetto sta facendo trionfare le piattaforme di training indoor: l’insicurezza sulla stradaIl ciclista può effettuare allenamenti divertenti e lunghi senza il rischio di venire investiti da un veicolo, di rompere una catena, di forare una camera d’aria o di finire in una caduta in gruppo.

Il problema, però, è che spesso ragazzi e adulti tendono a strafare sui rulli per via del divertimento che queste piattaforme provocano. Invece di scaricare o di accumulare chilometri di fondo lungo, rischiano di effettuare allenamenti troppo intensi o troppo intermittenti.

E così, se è vero che a livello della salute nulla cambia tra una pedalata indoor o su strada, molti ciclisti iniziano a presentare dei sintomi di overtraining

Dobbiamo sempre ricordare che la bici è uno strumento pensato per darci libertà: non diamole la possibilità di farci rinchiudere in una stanza o in una palestra, poiché uscirne, poi, sarebbe sempre più difficile.

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Fonte: bikeitalia.it

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