15 Ottobre 2020

Il cambiamento climatico non è una favola

Storie insolite per insegnare a tutti noi a rispettare l’ambiente.

Cappuccetto Rosso, Mowgli e Tarzan devono fare i conti con gli alberi inesorabilmente abbattuti. Robinson Crusoe e la Sirenetta si preoccupano per i mari invasi dai rifiuti. Zanna Bianca e l’equipaggio del Nautilus, invece, assistono sbigottiti all’ineluttabile innalzamento delle temperature, mentre Hänsel e Gretel combattono la cementificazione.

Stiamo parlando di alcune delle fiabe più classiche e dei romanzi di avventura più famosi, opportunamente rivisitati alla luce delle tragedie che ci affliggono da qualche decennio come la deforestazione, l’inquinamento da plastica, il riscaldamento globale e l’urbanizzazione selvaggia.

Narrano, con una certa preoccupazione per le nostre critiche condizioni climatiche e ambientali, di un futuro non troppo distante e fanno parte di un libro, “Quello che c’era una volta. Fiabe e racconti dopo i cambiamenti climatici”, che nasce da un’idea di Rebigouno studio di Genova che si occupa di illustrazione, fumetto e progettazione grafica, affiancato dal naturalista Francesco Martinelli.

Al suo interno 23 racconti, scelti e divisi tra gli otto illustratori di Studio Rebigo: cristallizzati in una tavola, le storie si trovano capovolte dal trionfo dei cambiamenti climatici e dell'inquinamento atmosferico progressivo, un non-lieto fine bilanciato da testi lapidari e ironici. Questo sarà il risultato – il monito che fuoriesce dalle pagine – se l’umanità continuerà a procedere in questa direzione.

Pensata per i bambini, a dire il vero si tratta di un’iniziativa editoriale dedicata alle persone di tutte le età. «Un piccolo cortocircuito tra emozione e razionalità» — come amano definirlo le ragazze e i ragazzi dello Studio Rebigo — per fare aprire gli occhi alla gente, attraverso la fantasia, su quello che ci aspetta se non cambiamo immediatamente il modo di vivere, produrre e consumare.

Queste storie sono un modo alternativo e immaginifico di raccontare i dati che segnano le tappe del mondo che starebbe per finire sottosopra. Ed è qui che si vede l'intervento del naturalista Martinelli. In ogni capitolo, infatti, dopo le storie riviste e corrette, si notano le infografiche, una sintesi visiva di informazioni complesse da approfondire grazie alla sitografia alla fine del volume.

Il libro verrà finanziato da una campagna di crowdfunding all’insegna della collaborazione tra diverse realtà, e stampato — non poteva che essere così — prestando grandissima attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale: la tipografia, “KC”, è la prima certificata Eco-print in Europa mentre la rilegatura sarà opera di “Il cielo in una stampa”, progetto del carcere di Genova Pontedecimo per il reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro.

Morale della favola? Dobbiamo impegnarci sul serio affinché non si debba mai dire: c’erano una volta ghiacciai, boschi, foreste e mari cristallini pieni di pesci…

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