30 Novembre 2018

Educare all’aria aperta: ecco gli asili nel bosco

Casette sugli alberi, piccole fattorie di animali, orti e giardini per coltivare: sono gli asili nel bosco che, a poco a poco, stanno conquistando anche il nostro Paese.

Gli asili nel bosco sono interessanti esperienze educative in natura che, secondo diversi studi, fanno bene ai bambini sia dal punto di vista fisico che psicologico. Da poco hanno messo radici – è proprio il caso di sottolinearlo – anche qui da noi.

Nel 2013 in Italia ce n’era solo uno, mentre ora invece se ne contano già un’ottantina. Ma, se si prendono in considerazione anche gli asili in costruzione e quelli nelle comunità rurali, i cosiddetti agriasili (ubicati cioè all’interno di aziende agricole), si arriva a oltre un centinaio, da Bolzano a Catania.

Questo tipo di scuole è una consuetudine nei paesi nordici, basti pensare che nella sola Germania ce ne sono più di 1.800. Nel mondo si parla più in generale di Outdoor Education e, a seconda dei luoghi e nelle modalità in cui viene vissuta, si identificano con il nome di “forest”, “farm”, “park” (bosco, fattoria, parco). In Italia si è aggiunto anche l’asilo del mare, a Ostia.

Già la pedagogista Maria Montessori aveva colto l’importanza delle attività didattiche svolte all’aperto, e, in generale, l’importanza del contatto con la natura perché sosteneva che “i bambini devono imparare facendo esperienze in prima persona”.

Infatti, la peculiarità di queste esperienze sta nel fatto che le attività si svolgono prevalentemente all’esterno, anche in caso di brutto tempo. Uno dei motti dell'asilo nel bosco è: “Non esiste un cattivo tempo, solo un cattivo abbigliamento”. Ci sono asili dove gli spazi interni coperti sono praticamente assenti e altri invece che hanno anche le aule interne.

Le modalità di funzionamento e i metodi educativi variano dalle singole esperienze, ma ovviamente ci sono anche numerosi punti in comune: il contatto con la natura, il rapporto educatore-bambino massimo uno a 10 (quando si è all’esterno non si può mai essere da soli), il valore delle relazioni, un rapporto di estrema fiducia con i genitori, sviluppare l’autonomia del bambino e allo stesso tempo uno spirito di collaborazione nel gruppo. La mancanza di giocattoli e materiali strutturati favoriscono l’immaginazione, il pensiero laterale e il gioco.

C’è ovunque molto entusiasmo, anche perché in questo momento storico l’ambiente ha profondamente bisogno di esseri umani consapevoli della loro reciproca appartenenza e interdipendenza con il mondo naturale.

Eppure le difficoltà sono ancora tante. In Italia, incredibilmente, non esiste ancora una legge per le scuole all’aperto e adesso ci si sta muovendo proprio per chiedere risposte su questo tema.

Speriamo bene!

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