26 Luglio 2019

Addio, plastica monouso!

Approvata la direttiva europea che mette al bando la plastica monouso entro il 2021

Niente dura per sempre”. Ne siamo proprio certi?

Pensiamo alla plastica che affligge i nostri mari o le nostre spiagge, frutto dell’uso smodato e della poca attenzione umana che negli anni hanno messo a dura prova l’ambiente, con il rischio di conseguenze catastrofiche per il nostro futuro.

Ma ecco che, nella lotta all’inquinamento, cominciano ad arrivare i primi segnali incoraggianti. Dopo un iter durato un anno intero, è stata finalmente approvata la direttiva europea che, a partire dal 2021, metterà al bando la cosiddetta “plastica monouso”: addio quindi piatti e posate usa e getta, cotton fioc, cannucce, stecche per palloncini e molto altro ancora.

Si tratta infatti degli oggetti in assoluto più inquinanti e – diciamoci la verità – più inutili, la cui progressiva scomparsa potrebbe essere cruciale per avere un mondo più pulito.

Le iniziative dell’Unione Europea sono molteplici: entro il 2019 gli Stati membri dovranno arrivare a raccogliere e riciclare il 90% delle bottiglie di plastica, le quali a loro volta dovranno avere almeno il 25% di contenuto riciclato entro il 2025 e il 30% entro il 2030. E poi gli obblighi di marcatura e del fissaggio di tappi e coperchi ai contenitori per bevande fino a tre litri, oltre che in materia di responsabilità dei produttori: si calcola che queste misure eviteranno l’emissione di circa 3,4 milioni di tonnellate di CO2 e consentiranno un netto risparmio ai consumatori.

In quest’ottica, l’Italia si dimostra un passo avanti: già dal primo gennaio di quest’anno è vietata la produzione e vendita di bastoncini in plastica non biodegradabili, mentre il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha depositato in Consiglio dei ministri un disegno di legge che vorrebbe anticipare di un anno il divieto della plastica monouso.

Oltre alle proposte di legge salva ambiente, si sta sempre più lavorando sull’inserimento di materiali alternativi alla plastica, oltre che su più efficienti sistemi di recupero e riciclo, ma ciò su cui si deve far più leva è la coscienza dei singoli. Un uso senza controllo di plastica, non biodegradabile e altamente inquinante, produce conseguenze inimmaginabili per le nostre coste, i nostri mari e la flora e la fauna che li popolano, arrivando a compromettere anche la nostra salute.

Secondo la Coldiretti, gli italiani sarebbero sempre più sensibili al tema sostenibilità: già da tempo, infatti, è crollato l’acquisto di materiali in plastica monouso e molti sarebbero d’accordo nell’applicare un sovrapprezzo a questi prodotti, disincentivando così il loro utilizzo.

Se la strada da fare è ancora molta, insomma, i segnali sono positivi: un mondo con meno plastica è possibile, basta avere a cuore il nostro futuro.

 

CONDIVIDI con: