24 Settembre 2020

Dai cactus nasce una nuova ecopelle

È 100% vegetale, duttile, biodegradabile e arriva dal Messico.

È difficile trovare un’alternativa vegana per la pelle senza ricorrere a materiali sintetici che, il più delle volte, contengono agenti chimici tossici come bisfenolo A e ftalati. Quindi non biodegradabili e con un processo di produzione che, spesso, risulta decisamente inquinante.

Fortunatamente, Adrián López Velarde e Marte Cazárez hanno trovato una soluzione ecosostenibile ed etica che può sostituire perfettamente la pelle animale. Messicani di Guadalajara, i due giovani hanno fondato Desserto, il brand che partendo dalle foglie dell’Opuntia, da noi conosciuta come fico d’India, crea un tipo di pelle senza ricorrere a materiali sintetici come la plastica.

In questo modo è possibile creare una pelle organica che sia duratura e alla moda. Questa innovazione è la prima del suo genere e ha la grande opportunità di indirizzare l’industria della pelle verso la strada della sostenibilità.

L’idea è nata quasi per caso: i due hanno tratto ispirazione da realtà simili che realizzano alternative alla pelle partendo da bucce di mela e ananas. Ma è stato il mondo della cosmesi che ha fatto accendere la lampadina. Il fico d’India, infatti, ha diverse proprietà che vengono sfruttate per prodotti cosmetici, dallo shampoo alle creme. E così l’associazione è stata automatica. Questa varietà di cactus, inoltre, è molto diffusa in Messico: ne è quasi il simbolo.

La pelle che se ne ricava non solo è sostenibile ma anche biodegradabile, di alta qualità e traspirante. Inoltre, grazie a una serie di strati di diverso spessore, dura almeno un decennio, costa poco e aiuta lo sviluppo dell’agricoltura.

Essendo molto versatile, può essere impiegata in moltissimi modi. Per le valigie in primis, ma il materiale ha un enorme potenziale per essere sfruttato in altri prodotti di abbigliamento, come accessori, arredi e anche interni delle automobili.

«Un abito, una borsa, una cintura, un cinturino per orologio, un divano o una poltrona: qualunque pelle, animale o sintetica – spiega Cazárez – può essere sostituita da questo tessuto. E tutto a beneficio dell’ambiente».

Desserto, dal canto suo, non vuole creare prodotti finiti, ma vendere i suoi materiali a case di moda, stilisti e designer. E, naturalmente, sensibilizzare. «Tutto questo – conclude Velarde – ha un significato ben più grande per noi. Certo, aiutiamo la moda e l’ambiente, ma in qualche modo sosteniamo anche il mercato del lavoro».

Il Messico e il resto del mondo ringraziano.

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