9 Aprile 2020

La città del futuro? Questione di ciclologistica

Fare logistica via bicicletta non significa solo food delivery a domicilio. Soprattutto se si pensa all’evoluzione delle necessità urbane nei prossimi decenni.

In attesa di poter tornare presto a uscire di casa e (per gli appassionati della bicicletta) mettersi a spingere sui pedali, proviamo a sbirciare le nuove tendenze delle due ruote. Non a motore, ovviamente.

Tra i trend più futuribili c’è sicuramente la ciclologistica. In altre parole, l’attività commerciale di trasporto di materiali e beni tramite la bicicletta.

Lavorare con la ciclologistica sembra però un’attività ancora rara. Sia a causa di fattori economici sia per quanto riguarda tempistiche e garanzie. Al massimo, viene sfruttata per consegnare qualche pizza o poco più. 

Ebbene, probabilmente il futuro dell’urbanistica spazzerà via questa diceria. Magari mettendo in luce i reali vantaggi offerti dalla ciclologistica in città. Ad esempio, l’efficienza: consegnare in bicicletta azzera (o diminuisce drasticamente) il tempo di ricerca del parcheggio, permettendo più consegne in minor tempo. Per non parlare degli ovvi benefici ambientali, con la riduzione dell’emissione di nocivi gas di scarico.

Alcune aziende di delivery stanno provando a muovere i primi passi in questo campo. Nuovi brand in UK, Spagna, Canada o Svezia arrivano perfino a trasportare due EUR pallet (circa 350 kg, corrispondenti a 3 metri cubi di materiale ) su bici-cargo. Coniugando al meglio velocità e capillarità, i loro bikers riescono a rifornire mense scolastiche, effettuare consegne per l’e-commerce o contribuire alla gestione dei bidoni della raccolta differenziata. Tutto ciò, senza assumere biker con quadricipiti da Tour de France: sì, le bici elettriche sono un prezioso aiuto.

Non stupisce, perciò, che grandi multinazionali del delivery stiano già studiando metodi di consegna tramite ciclologistica. E qualche progetto pilota è quasi ai blocchi di partenza. Finalmente, auspichiamo, è solo una questione di tempo prima di vedere sempre più fattorini sui pedali anziché al volante.

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