29 Marzo 2021

Carbone vegetale: benefici e proprietà per un benessere completo

Quali sono le proprietà e i benefici del carbone vegetale

Il carbone vegetale è utilizzatissimo, in cucina e come integratore. Ma quali sono esattamente i suoi benefici e cosa bisogna sapere per sfruttare al meglio le sue proprietà?

Pagnotte, grissini, pasta frolla, taglietelle e ogni altro genere di pasta fresca, perfino la pizza fatta in casa: tutto completamente nero come il carbone, vegetale però. Non è raro ormai trovare anche nei negozi – specie quelli più attenti alle tendenze del momento - cibi funzionali con farine arricchite, apprezzate sia per il risultato estetico (sono in grado, infatti, di esaltare i colori di alcune preparazioni tipiche) che per le proprietà depurative. Ma il carbone vegetale fa davvero bene? E ancora: come e quando conviene assumerlo?

 

Carbone vegetale alimentare: che cos’è

Il carbone vegetale, conosciuto anche come carbone attivo (o carbone attivato), è una polvere nera di origine naturale che può derivare dalla betulla, dal pino, dal salice e dal pioppo, ma anche da gusci di noce e cocco.

Si ottiene trattando il legno a temperature molto alte (arrivano spesso fino ai 600 gradi), in un ambiente all’interno del quale la presenza di ossigeno è decisamente scarsa. Al termine di questa fase, la cosiddetta carbonizzazione, si passa poi ad un nuovo momento della lavorazione che prevede l’impiego di gas, aria o vapore acqueo. Obiettivo di questa operazione è assicurare al prodotto finito il giusto grado di porosità e capacità assorbente. Grazie a moderni procedimenti si ottiene insomma lo stesso risultato che la natura raggiunge lentamente e con pazienza solo nel corso dei millenni. Una volta composto, il carbone vegetale si presenta ai nostri occhi come una sorta di spugna porosa e rigida, fragile e leggera.

 

A cosa serve il carbone vegetale?

Il carbone vegetale nasce come antitossico, utilizzato in casi di avvelenamento alimentare come quello da funghi e cibi scaduti (o conservati male), oltre che nei casi di avvelenamento da farmaci.

Ciò accade perché questa sostanza ha l’indiscutibile capacità di assorbire e inglobare l’elemento tossico, passando poi direttamente all’intestino per essere eliminato (senza quindi coinvolgere l’apparato digerente che assimilerebbe la tossicità finendo per danneggiare tutto il corpo).

Fin dall’antichità sono riconosciute al carbone vegetale proprietà disinfettanti e depurative: veniva ad esempio costantemente utilizzato per rendere potabile l’acqua, mentre nell’800 l’industria tessile lo impiegava per rimuovere gli odori e i colori dell’acqua trattata durante i vari processi produttivo.

Oggi il carbone vegetale viene utilizzato anche in campo medico, in particolare prima di specifici esami strumentali (ad esempio l’ecografia addominale): la sua capacità di assorbire i gas intestinali risulta infatti essenziale, considerato che la presenza di gas rischia di inficiare l’esame stesso rendendone impossibile l’interpretazione.

I benefici del carbone vegetale generalmente riconosciuti sono davvero moltissimi. È infatti decisamente indicato per risolvere tutti i problemi di digestione, gonfiore e acidità di stomaco, dolore addominale e reflusso gastrico. Grazie alle capacità assorbenti (sia di gas che di solidi) è perfetto anche per contrastare l’alitosi, ridurre il meteorismo e far fronte a fastidiosissimi (e dolorosi) attacchi di colite.

Il carbone vegetale si rivela poi anche un valido alleato in caso di ipocolesterolemia, mentre un suo utilizzo probabilmente meno noto è quello che prevede l’applicazione diretta sulla pelle in caso di punture di insetti e ragni.

 

Carbone vegetale: come assumerlo?

La dose consigliata di carbone vegetale dipende soprattutto dall’obiettivo che si intende raggiungere. Per trattare i gonfiori di origine addominale bisognerebbe assumerne circa 2 grammi al giorno, lontano dai pasti e da altri farmaci, specie antibiotici (che altrimenti verrebbero assorbiti ed eliminati dal corpo). Per le tensioni addominali collegate alla digestione è consigliata invece l’assunzione appena dopo i pasti (in questo circa 1 grammo al giorno). Se il tuo obiettivo fosse sgonfiare rapidamente l’addome, una buona strategia potrebbe essere rappresentata dall’accompagnare l’assunzione del carbone con estratti ad azione tipicamente carminativa come il finocchio o il cumino.

In generale non è sbagliato sostenere che un utilizzo eccessivamente (e immotivatamente) prolungato del carbone vegetale, possa causare costipazione, e proprio questo è anche il motivo per cui è talvolta sconsigliato a chi soffre di stipsi. Se invece ti chiedi il carbone vegetale dopo quanto fa effetto, il consiglio è prevedere almeno dieci giorni dalla prima assunzione.

Il consumo di carbone vegetale ha insomma benefici indiscutibili (sempre a patto che il periodo di utilizzo non sia troppo lungo): le uniche controindicazioni riguardano particolari categorie di soggetti come i bambini, le donne incinte e tutte le persone che sono sottoposte a terapie farmacologiche piuttosto complesse.

 

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