18 Dicembre 2020

Bike Sharing, il servizio per la mobilità in Italia

Bike sharing, tra elettrico ed espansione alle province

Il bike sharing è sempre più utilizzato su tutto il territorio nazionale. Quali sono le abitudini degli italiani a riguardo e cosa ci si aspetta per il futuro?   

Una fotografia dello stato del bike sharing in Italia 

In Italia le biciclette condivise sono circa 35.000, con 39 servizi messi a disposizione ai cittadini. Secondo l’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility, promosso dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile con il Ministero dell’Ambiente ed il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, le città, perlopiù capoluoghi regionali, in cui il servizio è presente sono 31: Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Como, Ferrara, Firenze, Forlì, Genova, La Spezia, Livorno, Mantova, Modena, Milano, Padova, Palermo, Parma, Pesaro, Pisa, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Roma, Siena, Terni, Torino, Trento, Treviso, Udine, Venezia e Verona. 

Tra i servizi di sharing mobility, il bike sharing risulta essere il più diffuso nel Bel Paese e, insieme al noleggio di monopattini elettrici, ha avuto una grande risalita anche in seguito al periodo di lock-down di marzo e aprile.  

A farsi sempre più strada, all’interno di questo panorama, sono le bici elettriche che, nel 2020, hanno raggiunto le 5.413 unità, pari al 15% delle bici messe a disposizione dai servizi di bike sharing. Tra queste, il 70% è disponibile in forma di free-floating che, oltre ad avere per la maggior parte biciclette elettriche, vanta la possibilità di iscriversi facilmente e in maniera immediata. Tali peculiarità hanno favorito un aumento delle iscrizioni nell’anno corrente arrivando fino a un +60%. 

Abbonamento bike sharing: free-floating o stationed based? 

Bike sharing free-floating 

Il free-floating è una tipologia di bike sharing a flusso libero in cui, dopo aver prenotato la propria bicicletta, grazie alla bike sharing app, è consentito lasciare il mezzo dove si vuole al termine del suo utilizzo. 

Un esempio di questo servizio è quello di Movi by Mobike, servizio che ha fornito le prime biciclette free-floating per il comune di Milano, e ad oggi tra i bike sharing di Milano più utilizzati.  

Qual è la principale comodità di questa modalità di sharing? I servizi free-floating evitano agli utilizzatori la ricerca della rastrelliera più vicina in cui posare il mezzo a due ruote ed è caratterizzato solitamente da noleggi più corti rispetto a quanto invece accade per i servizi station-based: la metà dei noleggi effettuati attraverso bici free-floating non supera i 5 minuti e, nel 73% degli utilizzi, gli spostamenti non superano i 500 metri. 

Bike sharing Station-based 

Il noleggio di biciclette station-based è stato il primo a diffondersi in Italia. Le biciclette in questo caso sono messe a disposizione in varie rastrelliere in giro per la città e qui vanno prelevate e riposte. 

Il servizio station-based è maggiormente utilizzato da quegli utenti che percorrono più km e il percorso medio va da 1 a 2 km, per una durata che varia tra i 6 ai 20 minuti. Le statistiche indicano che gli utenti prediligono questo servizio per recarsi al lavoro e per rientrare a casa: il 18% dei noleggi avviene tra le 8 e le 10 del mattino mentre il 17% tra le 17 e le 19. 

App bici bike sharing, come funziona?  

Ad accomunare i servizi station-based e quelli free-floating è l’utilizzo dell’app, fondamentale per la prenotazione e per il pagamento del noleggio.  L’app per servizi bike sharing, scaricabile da App Store o Play Sore, mostra solitamente all’utente una mappa in cui viene mostrata la sua posizione e quella delle bici a lui/lei più vicine. L’utente può poi prenotare la bicicletta sempre attraverso l’app.  

Una volta raggiunto il mezzo in sharing, solitamente si procede scansionando, tramite la fotocamera, un codice QR presente sulla bici, sbloccando quindi il lucchetto. 

Al termine dell’utilizzo la bici andrà riposta nella rastrelliera più vicina, qualora si fosse utilizzato un servizio station-based, mentre, nel caso di servizi free-floating, la bici dovrà essere riposta in un luogo che non sia di intralcio e chiusa manualmente. 

Le app di bike sharing sono solitamente gratuite e facilmente scaricabili, l’importante è assicurarsi di avere un’ottima connessione a disposizione e, TOP 50, fa proprio al caso tuo! 

Qual è il costo del bike sharing? 

servizi bike sharing sono perlopiù erogati sotto forma di abbonamenti settimanali, mensili, giornalieri, fino ad arrivare a quelli annuali. 

Bike sharing: tra nuove realtà e ampliamento del servizio 

Sono molte le nuove realtà che si stanno facendo strada nel panorama del bike sharingDa Milano si sta diffondendo Jump Italyl’app di Uber che consente di noleggiare bici elettriche a pedalata assistita e monopattini elettrici pagando al termine del servizio per il tempo percorso. Di recente introduzione italiana vi è anche Nextbikesistema flessibile, composto da un mix di biciclette elettriche e muscolari, che mette a disposizione sia stazioni virtuali che fisichee che avrà la sua concreta diffusione nell’anno 2021. 

Guardando ad alcune delle principali città italiane, è da evidenziare il piano del comune di Milano, che ha l’obiettivo di realizzare entro il 2021 sei nuove velostazioni per 1.000 biciLe sei velostazioni verranno costruite nei principali nodi di interscambioM2 e M3 Centrale, M5 Bignami, M1 Bisceglie, FS Bovisa, M3 Maciachini, M1 Molino Dorino. Inoltre, verranno realizzate 15 nuove stazioni per il bike sharing di BikeMi con 300 nuove unità a pedalata assistita. 

Al sud troviamo invece Palermo che, grazie a BiciPa, consente ai cittadini di muoversi ad emissioni 0 grazie alle 400 unità messe a disposizione. Nel caso di Palermo, inoltre, la gestione del servizio non è affidata a società private ma è direttamente gestita dall’amministrazione comunale. Nel 2021, questa prassi potrebbe essere adottata da altri comuni del Bel Paese che, così facendo, andrebbero ad ammortizzare i tempi di realizzazione del servizio e dei bandi pubblici indetti a società private. 

Il bike sharing, infine, si sta spostando anche verso le province: se fino ad ora questo servizio è stato quasi esclusivamente prerogativa delle grandi città. Nell’ultimo periodo, però, anche le realtà medio-piccole hanno iniziato a offrire soluzioni per il bike sharing ai propri cittadini. 

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