30 Agosto 2017

Shimano: dalla bici tradizionale all’e-bike

L’evoluzione delle due ruote, fino alle nuove tecnologie dell’azienda giapponese.

204 anni. Ecco la quantità di tempo ad oggi trascorsa dalla prima presentazione della bicicletta, nel 1813. Anche se, per correttezza d’informazione, l’inventore tedesco Karl von Drais l’aveva chiamata “Laufmachine”, ossia “macchina per correre”.

A dire il vero, il prototipo presentato dal barone di Germania era però un veicolo ben diverso dalle moderne bici: le due ruote erano allineate, ma mancavano freni e pedali. Insomma, la “draisina” (altro nome di questo velo-embrione) sfruttava la spinta dei piedi sul terreno. Non una gran comodità.

Fu solo grazie al contributo del francese Pierre Michaux che comparvero i pedali, circa 40 anni dopo gli studi di von Drais. Questa modifica permise alla bicicletta di affermarsi definitivamente come mezzo di trasporto già nei primi anni del Novecento.

Inizialmente riservata alle fasce più povere della popolazione, la “velo” (per dirla come Michaux) divenne perciò un fenomeno sportivo e ricreativo di massa. I materiali divennero sempre più leggeri, i copertoni più resistenti, la posizione di guida più comoda e i copertoni più resistenti.

Fino al 1981, altra data storica per il ciclismo mondiale. Fu proprio in quell’anno che fece la sua prima comparsa la mountain bike, portando la bici a un ulteriore livello evolutivo: da quel momento, la bicicletta si adattò sempre più anche ai percorsi fuoristrada.

Il passo successivo si completò invece agli albori del nuovo millennio, quando vennero messe in commercio le prime biciclette a pedalata assistita. Il loro mercato è cresciuto costantemente nel corso degli ultimi anni. La stessa fortuna ha contraddistinto anche la diffusione delle e-bike, come le Shimano Steps, capaci di adattarsi al tipo di percorso e alla pedalata con un sistema a marce automatico.

La tecnologia Steps dell’azienda giapponese è montata su mezzi City, Trekking e MTB. Grazie ai nuovi meccanismi arrivati dal Sol Levante, i cicloamatori possono scegliere quale e quanta assistenza ricevere dall’unità motrice mentre pedalano, diminuendo sudore e fatica.

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