2 Dicembre 2019

La rivoluzione verde degli orti urbani

Non solo una tendenza, ma anche una risorsa per l’ambiente.

Allora, innanzitutto, definiamo il concetto di orto urbano. Si tratta di uno spazio verde di proprietà comunale e di dimensione variabile la cui gestione è affidata, gratuitamente e per un periodo di tempo definito, ai singoli cittadini o alle associazioni. La grandezza media è di circa 20 metri quadrati, mentre la spesa di gestione per sementi e attrezzi non supera i 250 euro annuali. Non si coltivano soltanto frutta e ortaggi, ma spesso anche fiori. 

Queste realtà sono dislocate un po’ ovunque all’interno delle città e, più frequentemente, in periferia. In questo modo, ogni singolo cittadino è chiamato a farsi carico di proteggere, custodire e valorizzare, anche con una piccola e buona coltivazione locale, piccoli appezzamenti di terreno nel proprio territorio, proteggendoli così, per esempio, dagli occhi sempre puntati addosso della speculazione edilizia.

Più che di un fenomeno di costume in continua espansione – che se dovesse consolidarsi agli attuali ritmi di crescita, potrebbe molto presto modificare una parte del paesaggio e degli stili di vita delle nostre città, medie, piccole e grandi – si deve dunque parlare di una vera e propria rivoluzione urbanistica, scaturita da una nuova attenzione a un territorio che, spesso, abbiamo devastato e che, adesso, dobbiamo cercare in tutti i modi di recuperare.

Per dare l’idea dell’efficienza di un orto urbano, basti sapere che già 10-20 metri quadrati di terreno sono sufficienti a produrre frutta e verdura per una persona per un anno intero, e per di più biologica e senza pesticidi. Inoltre, tutto ciò fa bene alla regolazione del microclima locale, per il quale l’aumento delle aree verdi è un toccasana.

E in un momento come quello attuale, in cui si rende necessario agire velocemente per contrastare i cambiamenti climatici, l’idea degli orti in città, insieme alla piantumazione di alberi, rappresenta una soluzione semplice ma efficace per aiutare il nostro pianeta.

Sarebbe tuttavia un errore pensare che questa opportunità interessi solo pensionati o famiglie indigenti alla ricerca di un risparmio. Stando a Istat/Coldiretti, infatti, quasi un italiano su due, per l’esattezza il 46,2 per cento, è un hobby farmer, una persona cioè che si dedica alla coltivazione in proprio, negli orti o sui terrazzi o nei giardini condivisi. 

Insomma, i vantaggi degli orti in città sono tantissimi e vanno non solo dalla riscoperta del valore della terra alla promozione di uno stile di vita più sano, ma anche e soprattutto dall’aspetto sociale ed economico a quello ambientale

Ricordiamo che per l’assegnazione di questi piccoli lotti adibiti a verde agricolo basta presentare domanda in comune e aspettare il proprio turno nella lista d’attesa.

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