23 Ottobre 2019

Il Wi-Fi non fa male. Lo dice l’OMS

Nuove ricerche scientifiche ci rassicurano in tal senso.

Sappiamo molto dell’inquinamento atmosferico, dovuto a sostanze chimiche nocive come il monossido di carbonio, il biossido di zolfo, gli ossidi di azoto, il benzene, le cosiddette polveri sottili, il piombo e gli idrocarburi policiclici aromatici. 

Ma sappiamo ancora poco, invece, dell’inquinamento elettromagnetico che, seppur con varie intensità, si sta diffondendo a macchia d’olio sia nelle aree densamente popolose come in quelle meno urbanizzate.

Stiamo parlando per l’esattezza delle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti (NIR). Nell’ambiente, le principali emissioni artificiali sono dovute agli impianti radiotelevisivi e, in misura minore, a quelli di telefonia mobile.

Anche i dispositivi Wi-Fi, presenti in quasi tutti i nostri appartamenti, che ci permettono di collegare televisori, computer, tablet e telefonini alla rete Internet senza cavi elettrici, possono in parte contribuire a questo tipo di inquinamento. 

Ma allora, c’è da preoccuparsi? Dobbiamo temere per la nostra salute?

Va subito precisato che l’emissione di onde elettromagnetiche dei router o degli access point wireless è da considerarsi talmente contenuto da essere sostanzialmente insignificante.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma che, ad oggi, non ci sono evidenze scientifiche di possibili danni al nostro organismo in seguito all'esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza generati da sistemi di comunicazione Wi-Fi.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) precisa inoltre che i livelli di esposizione ai comuni router o Wi-Fi installati in ufficio o a casa sono di molto inferiori ai limiti raccomandati a livello internazionale e a quelli in vigore in Italia. Tali livelli sono, infatti, molto più bassi di quelli dovuti alle stazioni radio base o ai telefoni cellulari (fino a 10 volte inferiori).

Occorre anche sottolineare che in Italia è in vigore un rigido regime di autorizzazione e vigilanza, in capo alle Regioni, all’esercizio degli impianti fissi (come quelli radiotelevisivi e le stazioni radio base) e i limiti di esposizione vigenti sono basati sul principio di precauzione e risultano anche più restrittivi di quelli raccomandati e applicati a livello internazionale e nell’Unione Europea. 

Gli impianti Wi-Fi installati a casa o al lavoro sono quindi più che conformi a questi limiti in considerazione della bassissima potenza.

Fonte: Issalute.it

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