29 Maggio 2019

I finlandesi fanno scuola

Perché non importiamo il loro innovativo modello di formazione scolastica?

Se dico finlandese, pensi subito a sauna, vero? D’ora in poi, invece, sempre per associazione di idee, ti verrà in mente un altro concetto: metodo scolastico.

Già. Forse non lo sapevi, ma quello in vigore in Finlandia è considerato il migliore al mondo, soprattutto per l’approccio innovativo al modo di fare istruzione.

Scopriamo insieme, allora, i 9 segreti del suo, speriamo al più presto imitabile, successo.

1. Niente scuola fino ai 7 anni – In Finlandia le elementari cominciano un anno dopo rispetto alla media mondiale, quando il cervello è al giusto stadio di maturazione, pronto per apprendere.

2. Niente voti fino ai 13 anni – E, anche dopo, gli insegnanti tendono a non dare valutazioni negative. Questo per cercare di stimolare gli allievi che sono rimasti indietro e, allo stesso tempo, per evitare di diminuire la loro motivazione e rischiare di aumentare indirettamente la diseguaglianza sociale.

3. Niente compiti a casa – Si lavora già molto in classe e si ritiene assolutamente fondamentale il tempo trascorso insieme alla famiglia. I genitori, inoltre, hanno fiducia che quello che i bambini fanno nell’orario scolastico sia assolutamente sufficiente.

4. Nessuna bocciatura – È considerato più utile, anziché bocciare, dedicare un maggiore sostegno nei confronti degli studenti più in difficoltà.

5. Non esistono istituti privati – Tutte le scuole sono pubbliche e tutte sono di ottimo livello: l’alta qualità dipende anche dal fatto che i docenti sono estremamente qualificati. Ciò significa omogeneità dell'istruzione, senza scuole di serie A e di serie B.

6. Nessuna paura di sperimentare – Con la riforma del 2015, in via d’applicazione in tutto il Paese, il ministero dell'istruzione ha abolito le lezioni frontali (il docente in cattedra che spiega ad alunni passivi) e introdotto la collaborazione tra insegnanti e ragazzi.

7. Nessuna preclusione al gioco – Gli insegnanti devono lasciare 15 minuti di gioco ogni 45 di lezione. Questa politica deriva dalla profonda convinzione (e molti studi recenti lo confermano) che i bambini debbano restare bambini il più a lungo possibile.

8. Nessuna chiusura alla tecnologia – Ogni aula è attrezzata di innovativi strumenti didattici e quasi tutti i ragazzi hanno un tablet in dotazione. I docenti sono tutti discretamente preparati a utilizzare le tecnologie e ogni scuola ha alcuni professori con molta esperienza nel settore.

9. Nessun pregiudizio sui docentiDopo aver conseguito la laurea, tutti gli insegnanti devono partecipare a continui corsi di aggiornamento in ambito pedagogico. Il risultato? Ricevono un ottimo stipendio e, soprattutto, godono di grande rispetto, in quanto viene loro riconosciuto il delicato e importante ruolo che ricoprono.

CONDIVIDI con: