14 Giugno 2019

E se ti rubano la bici? Ora c’è SaveMyBike

In Italia ogni 2 minuti avviene il furto di una bici.

Se utilizzi abitualmente la bicicletta sai bene che per spostarti in città nel nostro Paese ci sono diversi problemi a cui rischi di andare incontro. Primo fra tutti l’alto tasso di furti delle due ruote.

Per fortuna ora c’è un sistema che potrebbe aver risolto questo annoso e spiacevole malcostume. Si chiama SaveMyBike e si tratta di un dispositivo che scoraggia il furto e, in ogni caso, permette il rintracciamento delle biciclette private rubate.

SaveMyBike rientra in un progetto studiato e realizzato del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’università di Pisa, finalista al premio RegioStars 2018, assegnato alle migliori iniziative realizzate dalle regioni europee attraverso l’utilizzo di fondi comunitari, nella categoria “Raggiungere la sostenibilità attraverso basse emissioni di carbonio”.

SaveMyBike prevede l’installazione sulle due ruote di un dispositivo, peraltro assolutamente economico, che permette l’identificazione del mezzo da parte dei vigili e la comunicazione al proprietario del suo ritrovamento.

Il sistema si compone di sensori che operano più o meno come il Telepass, e di una applicazione, che si chiama Good_Go, attraverso la quale i cittadini possono caricare la foto della propria bici e denunciarne il furto. Quando un ausiliare del traffico o un vigile, mediante un lettore portatile dei tag, ritrova una bici rubata, il suo cellulare manda l’avviso di ritrovamento al legittimo proprietario mediante la app.

Ma il progetto SaveMyBike ha inoltre un altro valore. Quello di incentivare una mobilità più sostenibile. Infatti in tanti, stufi dei continui furti, smettono di usare la bicicletta e iniziano a prendere l’auto... In questo modo, invece, si incoraggia la mobilità ciclabile e quindi sostenibile.

E stando alle cifre del progetto pilota a Livorno, avviato gratuitamente l’anno scorso su 1000 veicoli, funziona. I furti sarebbero diminuiti drasticamente. In seguito saranno poi i singoli comuni a gestire le installazioni dei dispositivi per i ciclisti che ne faranno richiesta.

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