7 Febbraio 2019

Bullismo e cyberbullismo? Combattiamoli

A scuola o sul web i giovani a volte sono costretti a subire forme di prepotenza che possono avere conseguenze anche molto gravi: è quindi importante continuare a parlarne.

Il 7 febbraio si celebra la terza Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, ed è per tutti noi un inevitabile invito a riflettere su questo delicatissimo argomento.

Bullismo e, in particolare, cyberbullismo sono problematiche che stanno diventando sempre più rilevanti all'interno della scuola. Un adolescente su tre è vittima di questo tipo di disagi, e la statistica potrebbe essere anche più alta visto e considerato che non tutti denunciano.

In linea generale sono identificabili tre tipologie di comportamento aggressivo: violenza fisica diretta, aggressività verbale e relazionale – anche indiretta – e violenza psicologica, come diffamare, escludere, ghettizzare o isolare la vittima.

Purtroppo, nonostante l'aumento dei casi, questi due fenomeni sono ancora in parte sconosciuti e in parte sottovalutati da molte famiglie e scuole, e spesso gli episodi di violenza e vessazione avvengono addirittura con il silenzio di genitori e insegnanti.

Che fare dunque?

Fondamentale è il dialogo, ponendo massima attenzione alle esigenze dei propri figli interagendo maggiormente, con comprensione e discrezione. Ad esempio, è importante fare ai ragazzi domande specifiche. Invece del solito “Com’è andata a scuola?”, chiedere “Cos’è successo di bello oggi?”, “È successo qualcosa di brutto?”, “Cosa avete fatto?”, “In piscina ti sei divertita?”. In questo modo i ragazzi, sia i più piccoli sia i più grandi, sono spinti a formulare frasi più complesse e, di conseguenza, a esporsi un po’ di più.

I casi di bullismo a scuola sono frequenti, ma per fortuna le dinamiche sociali di un ambiente educativo possono essere visibili, affrontate e contrastate. Con l’ingresso dei più giovani sul web, invece, queste dinamiche diventano nascoste, settoriali e continuative. La vittima non ha più via di fuga, non ha un luogo sicuro dove evitare l’aggressione ed è sotto tiro 24 ore su 24.

Il cyberbullismo si combatte prima di tutto con la prevenzione, creando nei giovani maggiore consapevolezza della rete e poi con i mezzi che ci offre la legge. È fondamentale che genitori e scuole informino i ragazzi su che cosa sia il web e su come funzioni. Il vero problema è che spesso né genitori né insegnanti conoscono a fondo i rischi e le opportunità che offre internet.

Bisogna allora informarsi, essere curiosi di capire come funzionano i social, partecipare a incontri su bullismo e cyberbullismo, parlare con i propri figli dei rischi e delle possibilità del web e, nel caso si noti del disagio nel rispondere ad alcune domande, provare a indagare senza spaventarli, eventualmente chiedendo aiuto a uno psicoterapeuta.

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