8 Ottobre 2019

Antibiotico-resistenza, un rischio per la nostra salute

Contrastare questo fenomeno è però possibile: vediamo come.

Con il termine antibiotico-resistenza si intende la capacità di un batterio di resistere a un farmaco antibiotico. Pur essendo una risorsa molto importante per la salute, negli ultimi anni gli antibiotici – comunemente utilizzati per curare le infezioni batteriche (come, ad esempio, la penicillina nella polmonite) – sono divenuti meno efficaci o non funzionano più a causa del loro uso eccessivo o non corretto.

Il fenomeno ha raggiunto proporzioni tali da indurre varie istituzioni internazionali a lanciare l’allarme. Su tutte, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che, pur sulla base di dati parziali e riferiti solo ad alcuni
 tipi di batteri, ha già riscontrato oltre mezzo milione di casi di infezioni antibioticoresistenti in tutto il pianeta. Sono quelle che riguardano il batterio E. Coli, Staphylococcus aueus, Streptococcus pneumoniae e Salmonella spp. E ci sono da aggiungere anche i 490 mila casi di Tbc multiresistente

A questo proposito, il professor Bartolomeo Biolatti, presidente della Società italiana
 di scienze veterinarie, ha affermato che «gli antibiotici sono farmaci importanti che dobbiamo continuare a usare bene proprio perché ne avremo bisogno anche in futuro. Il fatto allarmante, però, è che a fianco degli effetti positivi
 e desiderati ci sono anche effetti indesiderati, come appunto l’antibiotico-resistenza».

«Il problema – continua il professore – è che c’è una tendenza così preoccupante nell’evoluzione del fenomeno che in futuro potrebbe addirittura diventare la prima causa di morte, ancora più dei tumori». 

Per prevenire lo sviluppo dell’antibiotico-resistenza è quindi fondamentale limitare l’uso degli antibiotici ai casi in cui sono veramente necessari e seguire queste semplici regole:

1. Non chiedere antibiotici al proprio medico di famiglia se non sono stati prescritti

2. Prendere gli antibiotici seguendo esclusivamente le indicazioni del medico

3. Completare l’intero ciclo di cura anche se ci si sente meglio

4. Chiedere al proprio medico come comportarsi se ci si dimentica di prendere una dose

5. Non prendere di propria iniziativa gli antibiotici avanzati da una precedente cura

6. Non assumere mai gli antibiotici prescritti per un’altra persona

 Fonte: Consumatori, febbraio e aprile 2018

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