3 Ottobre 2016

1 ottobre 1982: 34 anni fa il primo CD musicale

Nell’era della digitalizzazione della musica, CoopVoce ti riporta all’autunno del 1982, quando sugli scaffali dei negozi giapponesi apparve il primo CD audio

 “Dovevi per forza fare il pezzo grosso, non è vero?” cantava tra l’infuriato e il sarcastico Billy Joel in Big Shot, brano d’apertura del suo sesto album in studio, 52nd Street (1978). 

Quel che Billy non sapeva è che, soltanto 4 anni dopo, 52nd Street sarebbe in effetti diventato un “pezzo grosso”: il 1 ottobre 1982 divenne infatti il primo album musicale a essere distribuito in formato compact disc sul mercato giapponese. Un primato assoluto, che precede di qualche mese l’uscita di The Visitors degli ABBA – all’epoca inarrestabili star mondiali –, primo album completamente registrato in questo formato.

Facciamo un passo indietro. 1802, Wilmington, Delaware (USA). Un promettente chimico di nome Eluthère Irénée du Pont dà vita all’omonima DuPont, azienda destinata a farsi conoscere per la qualità e la varietà dei suoi prodotti: su tutti le pellicole per il cinema, tra l’altro molto apprezzate dai cineasti italiani. 126 anni dopo - nel 1928, per i meno avvezzi ai calcoli - la DuPont inventa nientemeno che il policarbonato, materiale perfetto per la registrazione ottica di informazioni digitali, detto altrimenti per i CD.

Per scoprire le reali potenzialità del policarbonato ci vorrà ancora qualche anno, e sarà qui che entrerà in gioco la Philips; le due realtà collaborano per qualche tempo, ma l’azienda di Amsterdam decide di fare dietrofront per gli alti costi del progetto e per non averne capito appieno il potenziale. In effetti i dati elaborati hanno, per essere nel 1979, un che di fantascientifico: si stima che il CD sia in grado di immagazzinare 600 Megabyte di dati e riprodurre più di un’ora di musica.

È la Sony a raccogliere la sfida: in breve tempo arriva a produrre il primo CD musicale a scopi commerciali che – come dicevamo – trova negli ABBA i fortunati pionieri, battuti però sul tempo dalla ristampa di 52nd Street.

Il resto è storia: negli ultimi 34 anni il CD ha visto spodestare per lungo tempo il vinile - che solo ora è tornato a essere un cimelio irrinunciabile per appassionati e collezionisti -, con le musicassette a guardare da lontano. Ora, nell’era dello streaming e dei download musicali, questi supporti sembrano ricordarci un bellissimo periodo lontano, con le nuove generazioni sempre meno interessate ad avere un contenitore di musica tangibile.

Eppure la sensazione di avere finalmente tra le mani il CD tanto atteso, l’attenzione minuziosa nello scartarlo e l’emozione di sfogliare il libretto e immergersi nelle lyrics mentre con un dito premiamo Play, resta tutt’ora impagabile.

Una curiosità? L’album più venduto della storia – grazie anche alla sua diffusione su CD – è da ormai 34 anni l’imbattuto capolavoro di Michael Jackson, Thriller

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